Dopo la bolla della New Economy...
Al di là delle motivazioni più squisitamente economiche dello scoppio della bolla delle Dot Com nel 2000, c'è da riflettere sulla distanza antropologica tra previsioni degli investitori e design dell'architettura di rete degli anni '90. In quel periodo erano necessarie notevoli competenze specialistiche per...
Come già abbiamo avuto modo di scrivere su queste pagine, se in Italia (e non solo) esistono ancora voci capaci di trattare il fenomeno della rete in maniera disincantata e non celebrativa ma al contempo propositiva e non appesantita dai ceppi della tecnofobia più reazionaria, una di esse è senz'altro quella di Carlo Formenti, docente di teoria e tecnica dei nuovi media all'Università di Lecce, collaboratore del Corriere della Sera, autore di testi...
Pirate bay è stata dichiarata colpevole.
I responsabili della baia, sono stati condannati ad un anno di prigione e al pagamento di una sanzione di 2,7 milioni di euro per complicità nella violazione di diritti d'autore. Lo ha reso noto un tribunale di Stoccolma. I quattro sono Fredrik Neij, 30 anni, Gottfrid Svartholm, 24 anni, Peter Sunde, 30 anni, il fondatore di Pirate Bay, e Carl Lundström, 48 anni, accusato di aver investito dei fondi nelle attività...
Se c'è qualcosa che nella sperduta periferia telematica Italia - avvolta da una cappa di ignoranza e retorica su cosa sia e a cosa serva la rete - non cessa mai di stupirci è il potenziale apocalittico o messianico che chi si balocca con la politica online, dai picciotti di Giampierone D'Alia ai grillini del comico genovese, non si stanca mai di attribuire ad internet, fonte di ogni male terreno o di ogni possibile emancipazione collettiva.
Storicamente, il fenomeno delle enclosures ha rappresentato un momento chiave della transizione dall'economia agraria a quella industriale:nell'Inghilterra di fine '700, recintare privatizzandole le terre comuni (i commons per antonomasia) non significava solo imporre un sistema di diritti di proprietà, ma anche creare un esercito di disoccupati - i contadini la cui sussistenza dipendeva dal libero accesso a quelle terre - pronto a riversarsi nelle città e ad accettare...
iff | 30 Giugno, 2010 11:55
Ma
cosa significa "spegnere la rete"? Se non si definisce quest'
affermazione e non si va oltre la fascinazione (e l'implicita
necessaria semplificazione) del titolo giornalistico si rischia di non
capire nulla e sbagliare. I termini della questione, pure già oggetto
di aspra polemica, sono ora come ora abbastanza vaghi. Per rispondere
alla domanda che ci siamo posti non possiamo che limitarci a vagliare
alcune ipotesi.iff | 04 Giugno, 2010 22:34
Il ministero degli esteri Israeliano ha
pubblicato sul suo
account Flickr
una galleria di foto delle “armi” sequestrate sulla
"Marmara", l'imbarcazione della Freedom Flotilla su cui si è consumata
la strage che ha fatto registrare fino a questo momento nove morti e
diverse decine di feriti fra gli attivisti presenti a
bordo.
Non è stato sufficiente per Israele accentuare il suo isolamento e perdere l'appoggio di un alleato strategico come la Turchia. Non sono bastate le reazioni che hanno portato alla mobilitazione dei movimenti sociali in Europa (culminati un paio di giorni fa in violenti scontri a Parigi ed Atene), Medio Oriente ed America. Non è ancora abbastanza lo sdegno e l'imbarazzo provocato nelle cancellerie di tutto il mondo (in primis di quella americana). Lo stato ebraico ha deciso che la misura non è colma e con la pubblicazione di tali foto in rete sigla quello che può che essere considerato a tutti gli effetti come un ennesimo autogol. (Continua)
iff | 11 Maggio, 2010 16:16
Sono circa le 19.30 nell'Aula Poeti di Scienze Politiche a Bologna.
Saskia Sassen si sta apprestando ad ultimare la sua relazione sulle
"Sfide globali nella città" quando Qwit (il client open source che
solitamente usiamo per comunicare a colpi di 140 caratteri con altri
fringuelli sparsi per Bologna, Italia e resto del globo) cinguetta la
seguente notizia:iff | 27 Febbraio, 2010 16:17
Tre
dirigenti di Google sono stati inchiodati al banco degli imputati per
l'affare Vividown che li vedeva indagati per violazione della privacy
e calunnia come conseguenza della mancata rimozione dal network di
Google Video un filmato risalente al 2006. Protagonista un ragazzo down
brutalmente vessato da dei coetanei in una scuola di Torino.David Carl Drummond,
ex presidente del cda di Google Italia e ora senior vice president,
George De Los Reyes, ex membro del cda di Google Italy; Peter
Fleischer, responsabile policy Google sulla privacy per l'Europa sono
stati ritenuti colpevoli dal giudice Oscar Magi di uno dei due reati
loro attribuiti (violazione della privacy) e condannati a sei mesi di
carcere con sospensione della pena iff | 06 Febbraio, 2010 14:23
Leggiamo e condividiamo volentieri.
Chiunque volesse sottolineare il proprio disappunto dopo aver letto l'articolo di Wired su netsukuku può twettare @riccardowired
Palazzolo Acreide, 5/2/2010 - COMUNICATO STAMPA
Con preghiera di massima diffusione
http://lab.dyne.org/ComunicatoWired
L'articolo sul numero di Febbraio 2010
dell'edizione italiana della rivista Wired, relativo al nostro fratello
Alpt aka Andrea Lo Pumo ed al Progetto Netsukuku, e' talmente colmo di
imprecisioni, errori, superficialita' e strafalcioni *INCREDIBILI* che
ci impongono una serie di commenti e correzioni.
Sull'articolo leggiamo: "AL LICEO CON ALCUNI AMICI CRACKER". NO: Al
Freaknet Medialab (come voi stessi scrivete successivamente,
contraddicendovi), con i suoi fratelli HACKERS (e cosa c'entra il
liceo?), e durante gli HACKMEETING nazionali! (http://www.hackmeeting.org)
In un panorama giornalistico nazionale nel quale la parola HACKER viene
da anni usata in senso deleterio e spregiativo, invece di cogliere
l'occasione per utilizzare questo termine finalmente nella sua nobile
accezione, questo viene invece incredibilmente accantonato,
preferendogli il deleterio e negativo termine "cracker"? Questa cosa ci
lascia letteralmente stupefatti e senza parole (o meglio, le parole le abbiamo, ma preferiamo non riportarle in questo comunicato)
Ma si insiste con l'uso fuori luogo del termine cracker, citando "La
community di cracker e sviluppatori", quando ancora una volta il
termine esatto e' HACKERS, non crackers. "Crackers e sviluppatori":
cioe' come mettere insieme la merda ed il cioccolato. Per riferimenti
sul significato del termine Hacker, si veda in proposito http://www.autistici.org/hackarena/etica/jargon.htm
"Freaknet e' un centro di aggregazione, probabilmente qualche
telegiornale lo etichetterebbe come 'centro sociale'"? E farebbe
benissimo, dato che noi siamo NATI ed abbiamo vissuto per anni
all'interno del Centro Sociale Occupato Autogestito AURO di Catania (http://freaknet.org/hacklab/history),
condividendone i percorsi, le difficolta', le lotte politiche e sociali (http://freaknet.org/defcon/), e condividendoli tutt'ora, profondamente, nella nostra anima e con il nostro lottare ed agire politico di cui Netsukuku e' un importante aspetto! (Continua)
iff | 25 Gennaio, 2010 13:40
A Bologna la Compagnia Fantasma è la cultura conla C maiuscola.
Si troverebbe a proprio agio calcando il palcoscenico del teatro comunale o il selciato di una piazza occupata. Il risultato sarebbe in ogni caso lo stesso: tagliando l'aria con le parole che pronunciano, i ragazzi scolpirebbero lo spazio intorno a loro costruendo un cantuccio narrativo che non vorresti lasciare neanche quando hanno finito e tutti immancabilmente battono le mani implorando il bis.
Ambientato sulle strade e nelle case diBologna, Defcon X è il loro primo libro, un piccolo gioiellino denso di significati nelle fluire delle sue 100 pagine.
La narrazione prende spunto da un fatto realmente accaduto in Francia nel 2004,quando tal Pierre investì un cittadino dopo averlo scambiato per Osama Bin Laden. Un incipit il cui valore è racchiuso proprio nell'ambivalenza dei suoi caratteri onirici e tremendamente reali allo stesso tempo.
Quando nel giorno di Natale la morte del padre travolge il protagonista (lo psichiatra criminale Francesco Passini) qualcosa, "una minuscola ruota dentata",smette di funzionare dentro di lui. Al contempo il ritrovamento di un vecchio orologio, appartenuto a Paolo Rapetti (uno dei suoi primipazienti), fa esplodere una dopo l'altra paure e sentimenti antichi,covati a lungo in un anfratto nascosto sotto il tappeto inerte di una vita normale. Il tentativo di liberarsene e di restituirlo al legittimo proprietario condurrà Francesco in un viaggio lungo ilquale, messa a nudo la fragilità di un'esistenza modesta passata ad accontentarsi, prenderà corpo l'immagine di una città e di una società dall'equilibrio spezzato.
Defcon X costruisce pezzo dopo pezzo un'allegoria che narra il volto di una società il cui sorriso, a prima vista solo un po' sdentato, cela sotto mentite spoglie un ghigno caustico racchiuso nell'afasia di uno sguardo cupo e privo di luce propria.
In un ambiente popolato da soggetti ed elementi che appaiono progressivamente più ostili, la ricerca di Francesco si inerpica in un quadro confuso incorniciato da un sottofondo di suoni metallici e taglienti o da un silenzio capace di togliere il respiro, sinonimo di ansia ed incomunicabilità. (Continua)
iff | 29 Dicembre, 2009 12:10
Sfruttare la velocità dei tweet nel propagare l'informazione può essere un metodo utile per narrare momenti di lotta e dare vita a quel loop virale mobile che contribuisce a creare e diffondere rappresentazioni altre ed in rotta di collisione con quelle filtrate dai media ufficiali. Una partita questa, che si deve giocare sul filo di lana del tempo reale per non essere fagocitati dalla vorace ridondanza del rumore di fondo della rete e che si riesce a vincere veicolando notizie grazie alle relazioni sociali che in essa riusciamo a costruire.
Aggiornare il nostro Facebook o il nostro status su Twitter in tempo reale (durante una manifestazione ad esempio) può però sembrare difficile, poco pratico e sopratutto costoso utilizzando cellulari di ultima generazione o portatili con chiavette wireless. Spesso non si dispone delle competenze o degli strumenti adatti. Gli smartphone in particolar modo, pur essendo strumenti interessanti e prestandosi alle più svariate funzioni, risultano essere oggi alla portata di pochi per via loro costi esorbitanti.
La domanda allora sorge spontanea come da diversi decenni a questa parte
Che fare? ;-)
Che possiamo fare noi che siamo ancora dotati del nostro fedele cellulare del '99 il quale per dimensione assomiglia ai netbook di ultimo grido e che oltre a telefonare, riesce a malapena a mandare brevi messaggini? Che inventarsi in Italia dove è possibile aggiornare via sms solo Facebook (madonnine permettendo) e solamente con uno dei quattro operatori principali?
Possiamo sfruttare un nuovo servizio nato nel mondo dei socialnetwork: post.it .
Si tratta di uno strumento di facile utilizzo ed estremamente accessibile che sfruttando la funzione Ultrapost ci permette di aggiornare il nostro status semplicemente inviando degli SMS. Ma andiamo con ordine e partiamo dal principio. (Continua)
iff | 17 Dicembre, 2009 12:12
Il copione che si sta recitando in questi giorni in merito alla rete è
qualcosa di già visto negli ultimi mesi, la cui stesura è stata
meditata ed elaborata a lungo dopo diverse figuracce e fallimenti. Un
copione gradito e recitato con uguale foga e passione da attori e
comparse degli schieramenti di centro-destra e centro-sinistra.iff | 04 Dicembre, 2009 12:46
Capita certe volte anche per noi di Info Free Flow di abbandonare la
denuncia seriosa e indignata verso le mille
recinzioni di cui il potere ammanta la rete, e di lanciarci a testa
bassa in una bella flame war da trivio con l'impermeabile da maniaco rigorosamente aperto sul davanti ed il Caps Lock
accuratamente attivato.
