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Anteprima di DEFCON X - Spettacolo rinviato a domani sera 28 maggio!!

      Questo mercoledì alle 20:00, dopo l'ultimo appuntamento con il ciclo di seminari Not [Net] Working , ci ritroveremo assieme...

Not[net]working - La rete non è un media - Seminari di autoformazione

  Gli eventi di quest'anno, segnato dalla crisi finanziaria e dalla retorica pro-sicurezza (che ha visto nell'ultima decade Bologna tristemente mutare da crogiolo di sperimentazioni artistiche e fermento culturale a città-laboratorio di politiche securitarie e...

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Cybersoviet: utopie postdemocratiche e nuovi media

Se c'è qualcosa che nella sperduta periferia telematica Italia - avvolta da una cappa di ignoranza e retorica su cosa sia e a cosa serva la rete - non cessa mai di stupirci è il potenziale apocalittico o messianico che chi si balocca con la politica online, dai picciotti di Giampierone D'Alia ai grillini del comico genovese, non si stanca mai di attribuire ad internet, fonte di ogni male terreno o di ogni possibile emancipazione collettiva.

Info Enclosure 2.0 - di Dmytri Kleiner e Brian Wyrick

Storicamente, il fenomeno delle enclosures ha rappresentato un momento chiave della transizione dall'economia agraria a quella industriale:nell'Inghilterra di fine '700, recintare privatizzandole le terre comuni (i commons per antonomasia) non significava solo imporre un sistema di diritti di proprietà, ma anche creare un esercito di disoccupati - i contadini la cui sussistenza dipendeva dal libero accesso a quelle terre - pronto a riversarsi nelle città e ad accettare...

Copyfarleft, Copyjustright e la Legge Ferrea degli Introiti da Copyright - Oltre il Copyleft, verso dei Commons Autonomi

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Orgoglio e gloria del web 2.0 - Un saggio di Geert Lovink

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Intervista ad Info Free Flow - Parte 2

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Proprietà intellettuale e copyright, una necessaria medicina da ingurgitare, o un diga al libero flusso creativo?

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Anteprima di DEFCON X - Spettacolo rinviato a domani sera 28 maggio!!

iff | 27 Maggio, 2009 19:28

 


 

 

Questo mercoledì alle 20:00, dopo l'ultimo appuntamento con il ciclo di seminari Not [Net] Working, ci ritroveremo assieme alla Rete Copyriot in Piazza Verdi liberata per assistere all'Anteprima di DEFCON X, pregevole spettacolo teatrale sul (e nel) controllo sociale messo in scena dagli amici della Compagnia Fantasma. Non mancate!

Causa maltempo e vento sferzante ( perché é ormai chiaro a tutti che Dio@lassù.sky ci odia con tutte le sue forze... e sembra non siano poche ) l'anteprima di DEFCON X , spettacolo teatrale degli amici della Compagnia Fantasma è stato rinviato.

Quando?

DOMANI SERA, GIOVEDì 28 MAGGIO 2009 ORE 21.30

Dove?

VIA ZAMBONI 38 @ FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA

Not [net] working - Netwar - Watchfare

iff | 08 Maggio, 2009 13:40

Quello che segue è parte di un più ampio lavoro a cui la crew di IFF sta lavorando.
Non è da considerarsi in nessun modo un documento esaustivo, formalizzato o concluso. L'idea è di porne, di volta in volta, in condivisone dei paragrafi su NoBlogs in modo tale che possano risultare utili e propedeutici per coloro che vogliano partecipare alle giornate di not[net]working che sono in corso. Condividere in questo habitat tale "nostra produzione" è dettato non in ultimo dalla speranza che essa possa essere oggetto di una fruttuosa critica, e perché no, di una revisione collettiva capace di farla progredire ed evolvere da quelli che sono i suoi punti deboli sul piano teorico.
Avremmo voluto aspettare ancora qualche tempo per pubblicarlo ma l'odierna notizia apparsa su punto informatico, relativa alla  legge 23 aprile 2009, n. 38, denominata "Piano straordinario di controllo del territorio", ci pone la necessità e l'urgenza di condividere e mettere a dibattito la nostra analisi sulla formazione dello "stato sociale del controllo" come ristrutturazione capitalista davanti alla crisi finanziaria attuale.

Buona lettura.


Nell'ultima decade abbiamo assistito al declino di una tipologia di laissez-faire post-moderna - incentrata sull'appropriazione e messa al lavoro indiscriminata delle informazioni, ed al parallelo rafforzarsi di una tipologia di keynesismo anch'essa post-moderna, quella della spesa pubblica in sorveglianza, che chiameremo del "watchfare".

Il watchfare comprende tutti gli investimenti effettuati sia in dispositivi e strutture fino ad allora destinati ai fini del semplice controllo sociale come telecamere, biometria, intercettazioni, vigilanza pubblica e privata, polizia ed esercito, intelligence, cpt, manicomi, carceri, comunità di recupero (ma anche, e in maniera cruciale, istituti statistici, ispettorati del lavoro, polizia fiscale, controlli sanitari, istituti di certificazione) che in altri di più recente comparsa riservati all'interazione sociale, come social network, chip RFID caricati ad esempio di informazioni genetiche e mediche, documenti digitali e smart card, dispositivi di tracciamento incorporati in telefonini, smartphone ed altri gadget.
L'incontro tra strutture di controllo sociale e di interazione sociale è tangibile in diverse comunità micro e macropolitiche: da un lato le "gated communities" a cui fanno riferimento autori come Baumann, dall'altro di volta in volta il confine USA-Messico, il muro d'Israele, la Fortezza Europa.

Così come il keynesismo elabora lo stato sociale in risposta alla catastrofe operativa del primo laissez-faire - per domare ed imbrigliare il flusso selvaggio del capitale ormai incontrollabile - e riaffermare allo stesso tempo l'autorità statale da esso messa in discussione ai tempi della belle époque 1870-1914 e della prima globalizzazione, il watchfare assolve principalmente a due compiti: il primo di essi è riportare sotto controllo politico il flusso di informazioni, "ridistribuendolo" con gli strumenti di watchfare - come il welfare keynesiano faceva con il capitale - tra i soggetti della comunità (locale, nazionale, interstatale). Questo per spalmare il rischio delle operazioni finanziarie a cui il flusso informativo dà vita - destabilizzante per la coesione sociale - fino a livelli tollerabili.
Il secondo è quello di rispondere preventivamente alle crisi di sovrapproduzione contemporanee in base a diverse strategie, dalla legittimazione di processi di creazione di scarsità artificiale, fino a strumenti di contingentamento come le quote latte ed a investimenti nella stessa industria della sicurezza. (Continua)

Not [net] working - La rete non è un media - Introduzione

iff | 21 Aprile, 2009 20:50

Quello che segue è parte di un più ampio lavoro a cui la crew di IFF sta lavorando.
Non è da considerarsi in nessun modo un documento esaustivo, formalizzato o concluso. L'idea è di porne, di volta in volta, in condivisone dei paragrafi su NoBlogs in modo tale che possano risultare utili e propedeutici per coloro che vogliano partecipare alle giornate di not[net]working che stanno per aprirsi. Condividere in questo habitat tale "nostra produzione" è dettato non in ultimo dalla speranza che essa possa essere oggetto di una fruttuosa critica, e perché no, di una revisione collettiva capace di farla progredire ed evolvere da quelli che sono i suoi punti deboli sul piano teorico.
Buona lettura



I miti della rete sono duri a morire.
Uno dei più celebrati è che Internet sia un mezzo di comunicazione capace di ridare vigore al disastrato agorà politico globale, espressione di questi tempi di paure e lacerazioni sociali.

Proclamata anche di recente, quest'asserzione, che attribuisce a internet un ruolo quasi taumaturgico nell'espansione dei processi sociali di democratizzazione e di partecipazione politica, non suona certo nuova agli studiosi ed agli addetti ai lavori dei media digitali. (Continua)

Not[net]working - La rete non è un media - Seminari di autoformazione

iff | 21 Aprile, 2009 20:45

 
Gli eventi di quest'anno, segnato dalla crisi finanziaria e dalla retorica pro-sicurezza (che ha visto nell'ultima decade Bologna tristemente mutare da crogiolo di sperimentazioni artistiche e fermento culturale a città-laboratorio di politiche securitarie e repressive) rendono urgente annodare le fila di un discorso organico e continuativo sul legame tra le trasformazioni tecnologiche e quelle degli strumenti finanziari e del mercato del lavoro;fin dalle prime avvisaglie della bolla della new economy nel 2000 (periodo in cui, nient'affatto casualmente, si affacciano contemporaneamente sul panorama dell'economia della conoscenza innovazioni tecnologiche, giuridiche ed economiche come l'infrastruttura ADSL, le licenze creative commons ed il modello di sviluppo software open source) abbiamo assistito al progressivo declino di un modello neoliberale arrivato al suo capolinea definitivo lo scorso autunno.

I seminari di Not[Net]Working andranno a leggere la crisi, in questo contesto più che mai propedeutica ai processi di ristrutturazione del capitale, dalle diverse angolature suggeriteci dalla teorie post-fordiste e della critica della rete, e dall'attitudine hacker: socializzazione della finanza, messa al lavoro dell'intelligenza collettiva tramite gli strumenti del web 2.0, ribalta dei dispositivi di controllo veicolati dal linguaggio e dalla ristrutturazione dell'architettura di internet.
 
  • Calendario degli appuntamenti
 
Facoltà di lettere e filosofia, Via Zamboni 38, Aula 1, Bologna
 
  • 22 Aprile - h. 17:00 - Ippolita (Ippolita.net) - Messa al lavoro delle comunità tra software libero e social network
  • 14 Maggio - h. 17:00 - Raffaele Sciortino (InfoAut) - Socializzazione della finanza e crisi economica globale
  • 20 Maggio - h. 17:00 - Carlo Formenti (Università di Lecce) - Cyber-populismi, crisi dell'internet libertaria ed architetture di rete securitarie
  • 27 Maggio - h. 17:00 - InfoFreeFlow Crew - Security Handshake. Trojan giuridici. FaceBook ed Emule: i pretesti della sorveglianza di massa
    + h. 20:00 - Piazza Verdi - Il teatro della Compagnia Fantasma - Anteprima di "Defcon X"


Il calendario è soggetto a modifiche: nei prossimi giorni andremo a proporre altri graditi ospiti che con la loro presenza e la ricchezza di linguaggi altri ci aiuteranno a scandagliare ancora più in profondità le tematiche che affronteremo in not[net]working... So, stay tuned!

Netwar - Dopo la baia

iff | 18 Aprile, 2009 12:48

Pirate bay è stata dichiarata colpevole.
I responsabili della baia, sono stati condannati ad un anno di prigione e al pagamento di una sanzione di 2,7 milioni di euro per complicità nella violazione di diritti d'autore. Lo ha reso noto un tribunale di Stoccolma. I quattro sono Fredrik Neij, 30 anni, Gottfrid Svartholm, 24 anni, Peter Sunde, 30 anni, il fondatore di Pirate Bay, e Carl Lundström, 48 anni, accusato di aver investito dei fondi nelle attività del sito

Questa notizia ci pare abbia implicazioni profonde, ma cerchiamo di sviluppare con ordine i punti del nostro ragionamento, evidenziandone prima gli aspetti posti sulla punta dell'iceberg per scendere poi negli abissi del mare magnum della rete su cui esso si poggia.

A prima vista la sentenza emessa da una corte di Stoccolma suona come una campana a morto per il P2P, quanto meno per il forte valore simbolico che assume: se è vero che non vi saranno conseguenze imeediate è altrettanto vero che viene colpito uno degli epicentri più nevralgici della “pirateria”, da cui negli ultimi anni si è propagata una vera e propria emorragia di informazioni liberate dalla morsa della proprietà intellettuale.  Infatti grazie all'ausilio della “baia” veniva facilitato lo scambio di file tramite Bittorrent, uno dei protocolli più popolari in rete, tale da rappresentare una fetta considerevole delle connessioni che ogni giorno transitano sui network globali

I veterani delle battaglie in rete però ricorderanno bene che non si tratta certo del primo caso in cui la condivisione di saperi veicolata dai media digitali, subisce colpi apparentemente mortali, per ritornare in auge e più forte che mai dopo un paio di click. Era già successo con Napster e ci viene spontaneo credere che succederà anche in questo caso.
Lo stesso Sunde, da sempre il volto mediatico di TPB, ha fatto filtrare in anticipo la notizia della condanna su twitter, invitando alla calma: “Non succederà niente a TPB, a noi personalmente o al sistema di file sharing. Questo è solo un teatro per i media". (Continua)

Cybersoviet: utopie postdemocratiche e nuovi media

iff | 07 Aprile, 2009 20:45

Se c'è qualcosa che nella sperduta periferia telematica Italia - avvolta da una cappa di ignoranza e retorica su cosa sia e a cosa serva la rete - non cessa mai di stupirci è il potenziale apocalittico o messianico che chi si balocca con la politica online, dai picciotti di Giampierone D'Alia ai grillini del comico genovese, non si stanca mai di attribuire ad internet, fonte di ogni male terreno o di ogni possibile emancipazione collettiva.

Per noi Info Free Flowers, inguaribili paranoici e guastafeste, la rete non è uno strumento sovrannaturale ma umano, e come tale soggetto ai mutamenti nei rapporti di forza tra chi la costruisce, chi ne fa uso e chi vorrebbe regolarla; non è un semplice media (se consideriamo i processi di messa a lavoro dell'intelligenza collettiva online che abbiamo già esaminato in passato) e, anche volendo prenderla in esame come tale, non ci sembra rappresentare quel trionfo di comunicazione orizzontale e paritaria che il trionfalismo nuovista ci dipinge; per finire, nel momento in cui viene meno il controllo degli utenti sui propri strumenti di navigazione e comunicazione, la rete non è più una griglia di contatti, ma una recinzione predisposta a far scorrere lo spirito di curiosità e ricerca nei canali degli schematismi omologanti, talvolta dettati dalla censura.

E' grazie a libri come Cybersoviet di Carlo Formenti che possiamo dotarci di nuovi spunti di riflessione - non consolanti ma sicuramente comprensivi - rispetto a cosa sia diventata l'internet negli anni zero e quali soggetti si muovano nei suoi meandri: chi è impegnato come noi nella costruzione di percorsi politici liberati dal basso vi ritroverà un compendio comparato e trasversale dei diversi approcci teorici di ricerca di una composizione di classe in rete; altri che si avvicinano per la prima volta a queste tematiche, investiti dalla quantità e qualità delle conclusioni delle varie scuole di teoria della rete riportate dall'autore, potranno essere sorpresi dall'apparente ambiguità di alcuni accostamenti - come ad esempio quello di posizioni anarchiche e liberali unite nella critica alle mani regolatorie della "vecchia" politica - che con la lettura del libro si scopriranno invece perfettamente funzionali allo sviluppo dell'internet cyberpop simboleggiata dal web 2.0.

Cybersoviet pone con forza la necessità di ritracciare un confine tra sfera pubblica e sfera privata della comunicazione per sfuggire alla privatizzazione ed all'omologazione
strisciante del dibattito, mette a nudo il sostrato effimero ed esibizionista su cui poggiano le narrazioni ottimiste della soggettivizzazione biografica dei blogger, illustra come l'internet e gli internauti attuali stiano più o meno inconsapevolmente rivolgendosi verso architetture ostili a quel modello di rete libera ed autonoma che era il world wide web degli anni '90.

Ma qui non ci cimenteremo in una recensione del libro, che piuttosto vi consigliamo di procurarvi per apprezzarlo nella sua ricchezza e completezza. Preferiamo, offrendovi una serie di risorse come il breve bignami della quarta parte del libro qui di seguito, aprire un dibattito ed uno spazio di riflessione, che continuerà a manifestarsi ben presto in incontri e momenti di socialità. Restate sintonizzati! (Continua)

CopyRiot Day & Security Handshake - Mercoledi 25 Marzo - Bologna

iff | 22 Marzo, 2009 12:30

Siamo lieti di invitarvi a questa iniziativa organizzata dalla CopyRiot Lab - Onda Anomala Bologna a cui prenderemo parta anche noi proponendo una versione aggiornata di Security Handshake.Nel frattempo potete dare una prima occhiata alle slide che abbiamo presentato a novembre presso il Laboratorio Crash! Vi aspettiamo in facoltà ed in strada per ricominciare a costruire assieme un discorso che oggi più che mai sente la necessità di gridare in faccia a chi ci vorrebbe chiusi in casa terrorizzati dal Baubau che la NOSTRA SICUREZZA È LA LORO PAURA!

 

 (Continua)

NoBlogs tutorial: Stickyposts plugin

iff | 06 Marzo, 2009 16:25

 Quando si scrive molto su NoBlogs, succede spesso che articoli che ritenete di particolare importanza, non siano più visibili sulla pagina principale e possano essere raggiunti solamente tramite i motori di ricerca, le categorie del blog o un tag cloud.

Con la seguente guida vi spieghiamo l'utilizzo e la configurazione di stickypost, un plugin che appositamente inserito nei vostri template, vi permetterà di mettere in evidenza anche articoli particolarmente vecchi, sepolti negli archivi del vostro blog.

Come sempre, per eventuali problemi, rimandiamo al R*Forum di AI.

Buona lettura! (Continua)

NoBlogs tutorial: read times

iff | 26 Febbraio, 2009 15:40

Nel primo post di questa serie di tutorial che vi proponiamo per un uso migliore di Lifetype e di Noblogs, vi abbiamo spiegato come implementare il plugin top read post.

Se invece volete far apparire sotto ogni articolo che pubblicate il numero di volte che è questo è stato letto potete utilizzare la seguente stringa, che andrete ad inserire in post.template.
Per farlo utilizzate il Blog Template Editor che trovate in Centro di controllo-> Stili per il blog:

{if $post->getNumReads() > 0}<a>Questo articolo è stato letto {$post->getNumReads()} volte</a>{/if}

In questo modo sotto il vostro articolo apparirà una scritta di questo tipo:

Questo articolo è stato letto X volte.

Ovviamente nulla vi vieta di cambiare il testo che volete far apparire. Basta sostituire il testo nella stringa:

{if $post->getNumReads() > 0}<a>Read ({$post->getNumReads()}) times</a>{/if}

In questo modo apparirà la scritta:

Read (X) times

La censura ai tempi della crisi

iff | 06 Febbraio, 2009 12:56

Sia ben chiaro: non siamo mai stati così ingenui da ritenere che la censura fosse un retaggio del passato o una declinazione tecnologica dell'autoritarismo dei regimi del sud est asiatico.

Tanto l'affare Comcast quanto quello nostrano di Pirate Bay si commentavano da soli, gridando ai quattro venti che il mito della rete come organismo anarchico ed incontrollabile fosse destinato a crollare miseramente su se stesso e che si stavano preparando tempi bui per la libertà ed i diritti digitali degli utenti in rete.

Ci viene spontaneo pensare di fronte agli ultimi eventi che il governo italiano, spaventato dalle possibili conseguenze di una crisi economica che sembra essere senza precedenti, stia approntando tutti gli strumenti per far fronte alle forme di conflittualità diffusa che ne potrebbero scaturire sui territori.

Dopo l'invio della circolare del ministero degli interni a tutte le prefetture italiane, che prevede il divieto di far sfilare cortei e manifestazioni nei centri nevralgici delle zone urbane ( con il chiaro obbiettivo di evitare il ripetersi degli scenari dello scorso autunno dove intere città italiane rimasero bloccate dalla protesta degli studenti in mobilitazione contro i tagli alla scuola messi in atto dal ministro gelmini ) ora si tenta di mettere il bavaglio anche alla rete ed al suo potenziale comunicativo, che in una fase di acuto conflitto sociale potrebbe risultare determinante per il coordinamento e la propagazione delle lotte.

Un emendamento al pacchetto sicurezza approvato al Senato ( ma il testo deve ancora passare alla Camera ) proposto dal senatore Gianpiero D'Alia ( in quota UDC, un partito che già in passato aveva dimostrato un attivismo implacabile in merito alla moralizzazione delle attività dei netizen ) renderà possibile, su richiesta DISCREZIONALE del ministero degli interni l'oscuramento di siti colpevoli di apologia di reato o di istigazione a delinquere. Chi andrebbe poi ad occuparsi dell'isolamento del sito da Internet sarebbero i provider, i quali, in caso di inadempienza potrebbero incorrere in multe variabili dai 50000 ai 250000 euro ed essere a loro volta imputati di apologia o istigazione di reato.  (Continua)

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