Se c'è qualcosa che nella sperduta periferia telematica Italia - avvolta da una cappa di ignoranza e retorica su cosa sia e a cosa serva la rete - non cessa mai di stupirci è il potenziale apocalittico o messianico che chi si balocca con la politica online, dai picciotti di Giampierone D'Alia ai grillini del comico genovese, non si stanca mai di attribuire ad internet, fonte di ogni male terreno o di ogni possibile emancipazione collettiva.
Storicamente, il fenomeno delle enclosures ha rappresentato un momento chiave della transizione dall'economia agraria a quella industriale:nell'Inghilterra di fine '700, recintare privatizzandole le terre comuni (i commons per antonomasia) non significava solo imporre un sistema di diritti di proprietà, ma anche creare un esercito di disoccupati - i contadini la cui sussistenza dipendeva dal libero accesso a quelle terre - pronto a riversarsi nelle città e ad accettare...
Fin dalla prima Info Free Flow, il dibattito sul copyleft ci ha sempre accompagnato nella nostra ricerca come naturale complemento della nostra critica al software proprietario: come strategia per costruire vie di fuga ed immaginari di conflitto rispetto all'insostenibile condizione di...
... continua da parte 1 ...
Proprietà intellettuale e copyright,
una necessaria medicina da ingurgitare, o un diga al libero flusso creativo?
Copyfarleft, Copyjustright e la Legge Ferrea degli Introiti da Copyright - Oltre il Copyleft, verso dei Commons Autonomi
Orgoglio e gloria del web 2.0 - Un saggio di Geert Lovink
“Benvenuti nel web 2.0!” ci dicono
speaker ed opinionisti del mainstream globale e le aziende di IT da
...
Intervista ad Info Free Flow - Parte 2
iff | 27 Maggio, 2009 19:28
Questo mercoledì alle 20:00, dopo l'ultimo appuntamento con il ciclo di seminari Not [Net] Working, ci ritroveremo assieme alla Rete Copyriot in Piazza Verdi liberata per assistere all'Anteprima di DEFCON X, pregevole spettacolo teatrale sul (e nel) controllo sociale messo in scena dagli amici della Compagnia Fantasma. Non mancate!
Causa maltempo e vento sferzante ( perché é ormai chiaro a tutti che Dio@lassù.sky ci odia con tutte le sue forze... e sembra non siano poche ) l'anteprima di DEFCON X , spettacolo teatrale degli amici della Compagnia Fantasma è stato rinviato.
Quando?
DOMANI SERA, GIOVEDì 28 MAGGIO 2009 ORE 21.30
Dove?
VIA ZAMBONI 38 @ FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA
iff | 08 Maggio, 2009 13:40
Quello che segue è parte di un più ampio lavoro a cui la crew di IFF sta lavorando.
Non è da considerarsi in nessun modo un documento esaustivo,
formalizzato o concluso. L'idea è di porne, di volta in volta, in
condivisone dei paragrafi su NoBlogs in modo tale che possano risultare
utili e propedeutici per coloro che vogliano partecipare alle giornate
di not[net]working che sono in corso. Condividere in questo habitat tale "nostra
produzione" è dettato non in ultimo dalla speranza che essa possa
essere oggetto di una fruttuosa critica, e perché no, di una revisione
collettiva capace di farla progredire ed evolvere da quelli che sono i
suoi punti deboli sul piano teorico. Avremmo voluto aspettare ancora qualche tempo per pubblicarlo ma l'odierna notizia apparsa su punto informatico, relativa alla legge 23 aprile 2009, n. 38, denominata "Piano straordinario di controllo del territorio", ci pone la necessità e l'urgenza di condividere e mettere a dibattito la nostra analisi sulla formazione dello "stato sociale del controllo" come ristrutturazione capitalista davanti alla crisi finanziaria attuale.
Buona lettura.

iff | 21 Aprile, 2009 20:50
iff | 21 Aprile, 2009 20:45
iff | 18 Aprile, 2009 12:48
Pirate bay è stata dichiarata colpevole.
I responsabili della baia, sono stati condannati ad un anno di prigione e al pagamento di una sanzione di 2,7 milioni di euro per complicità nella violazione di diritti d'autore. Lo ha reso noto un tribunale di Stoccolma. I quattro sono Fredrik Neij, 30 anni, Gottfrid Svartholm, 24 anni, Peter Sunde, 30 anni, il fondatore di Pirate Bay, e Carl Lundström, 48 anni, accusato di aver investito dei fondi nelle attività del sito
Questa notizia ci pare abbia implicazioni profonde, ma cerchiamo di sviluppare con ordine i punti del nostro ragionamento, evidenziandone prima gli aspetti posti sulla punta dell'iceberg per scendere poi negli abissi del mare magnum della rete su cui esso si poggia.
A prima vista la sentenza emessa da una corte di Stoccolma suona come una campana a morto per il P2P, quanto meno per il forte valore simbolico che assume: se è vero che non vi saranno conseguenze imeediate è altrettanto vero che viene colpito uno degli epicentri più nevralgici della “pirateria”, da cui negli ultimi anni si è propagata una vera e propria emorragia di informazioni liberate dalla morsa della proprietà intellettuale. Infatti grazie all'ausilio della “baia” veniva facilitato lo scambio di file tramite Bittorrent, uno dei protocolli più popolari in rete, tale da rappresentare una fetta considerevole delle connessioni che ogni giorno transitano sui network globali
I veterani delle battaglie in rete però ricorderanno bene che non si tratta certo del primo caso in cui la condivisione di saperi veicolata dai media digitali, subisce colpi apparentemente mortali, per ritornare in auge e più forte che mai dopo un paio di click. Era già successo con Napster e ci viene spontaneo credere che succederà anche in questo caso.
Lo stesso Sunde, da sempre il volto mediatico di TPB, ha fatto filtrare in anticipo la notizia della condanna su twitter, invitando alla calma: “Non succederà niente a TPB, a noi personalmente o al sistema di file sharing. Questo è solo un teatro per i media". (Continua)
iff | 07 Aprile, 2009 20:45
Se c'è qualcosa che nella sperduta periferia telematica Italia - avvolta da una cappa di ignoranza e retorica su cosa sia e a cosa serva la rete - non cessa mai di stupirci è il potenziale apocalittico o messianico che chi si balocca con la politica online, dai picciotti di Giampierone D'Alia ai grillini del comico genovese, non si stanca mai di attribuire ad internet, fonte di ogni male terreno o di ogni possibile emancipazione collettiva.
Per noi Info Free Flowers, inguaribili paranoici e guastafeste, la rete non è uno strumento sovrannaturale ma umano, e come tale soggetto ai mutamenti nei rapporti di forza tra chi la costruisce, chi ne fa uso e chi vorrebbe regolarla; non è un semplice media (se consideriamo i processi di messa a lavoro dell'intelligenza collettiva online che abbiamo già esaminato in passato) e, anche volendo prenderla in esame come tale, non ci sembra rappresentare quel trionfo di comunicazione orizzontale e paritaria che il trionfalismo nuovista ci dipinge; per finire, nel momento in cui viene meno il controllo degli utenti sui propri strumenti di navigazione e comunicazione, la rete non è più una griglia di contatti, ma una recinzione predisposta a far scorrere lo spirito di curiosità e ricerca nei canali degli schematismi omologanti, talvolta dettati dalla censura.
E' grazie a libri come Cybersoviet di Carlo Formenti che possiamo dotarci di nuovi spunti di riflessione - non consolanti ma sicuramente comprensivi - rispetto a cosa sia diventata l'internet negli anni zero e quali soggetti si muovano nei suoi meandri: chi è impegnato come noi nella costruzione di percorsi politici liberati dal basso vi ritroverà un compendio comparato e trasversale dei diversi approcci teorici di ricerca di una composizione di classe in rete; altri che si avvicinano per la prima volta a queste tematiche, investiti dalla quantità e qualità delle conclusioni delle varie scuole di teoria della rete riportate dall'autore, potranno essere sorpresi dall'apparente ambiguità di alcuni accostamenti - come ad esempio quello di posizioni anarchiche e liberali unite nella critica alle mani regolatorie della "vecchia" politica - che con la lettura del libro si scopriranno invece perfettamente funzionali allo sviluppo dell'internet cyberpop simboleggiata dal web 2.0.
Cybersoviet pone con forza la necessità di ritracciare un confine tra sfera pubblica e sfera privata della comunicazione per sfuggire alla privatizzazione ed all'omologazione
strisciante del dibattito, mette a nudo il sostrato effimero ed esibizionista su cui poggiano le narrazioni ottimiste della soggettivizzazione biografica dei blogger, illustra come l'internet e gli internauti attuali stiano più o meno inconsapevolmente rivolgendosi verso architetture ostili a quel modello di rete libera ed autonoma che era il world wide web degli anni '90.
Ma qui non ci cimenteremo in una recensione del libro, che piuttosto vi consigliamo di procurarvi per apprezzarlo nella sua ricchezza e completezza. Preferiamo, offrendovi una serie di risorse come il breve bignami della quarta parte del libro qui di seguito, aprire un dibattito ed uno spazio di riflessione, che continuerà a manifestarsi ben presto in incontri e momenti di socialità. Restate sintonizzati! (Continua)
iff | 22 Marzo, 2009 12:30
Siamo lieti di invitarvi a questa iniziativa organizzata dalla CopyRiot Lab - Onda Anomala Bologna a cui prenderemo parta anche noi proponendo una versione aggiornata di Security Handshake.Nel frattempo potete dare una prima occhiata alle slide che abbiamo presentato a novembre presso il Laboratorio Crash! Vi aspettiamo in facoltà ed in strada per ricominciare a costruire assieme un discorso che oggi più che mai sente la necessità di gridare in faccia a chi ci vorrebbe chiusi in casa terrorizzati dal Baubau che la NOSTRA SICUREZZA È LA LORO PAURA!
(Continua)
iff | 06 Marzo, 2009 16:25
Quando si scrive molto su NoBlogs, succede spesso che articoli che ritenete di particolare importanza, non siano più visibili sulla pagina principale e possano essere raggiunti solamente tramite i motori di ricerca, le categorie del blog o un tag cloud. 
Con la seguente guida vi spieghiamo l'utilizzo e la configurazione di stickypost, un plugin che appositamente inserito nei vostri template, vi permetterà di mettere in evidenza anche articoli particolarmente vecchi, sepolti negli archivi del vostro blog.
Come sempre, per eventuali problemi, rimandiamo al R*Forum di AI.
Buona lettura! (Continua)
iff | 26 Febbraio, 2009 15:40
Nel primo post di questa serie di tutorial che vi proponiamo per un uso migliore di Lifetype e di Noblogs, vi abbiamo spiegato come implementare il plugin top read post.
Se invece volete far apparire sotto ogni articolo che pubblicate il numero di volte che è questo è stato letto potete utilizzare la seguente stringa, che andrete ad inserire in post.template.
Per farlo utilizzate il Blog Template Editor che trovate in Centro di controllo-> Stili per il blog:
{if $post->getNumReads() > 0}<a>Questo articolo è stato letto {$post->getNumReads()} volte</a>{/if}
In questo modo sotto il vostro articolo apparirà una scritta di questo tipo:
Questo articolo è stato letto X volte.
Ovviamente nulla vi vieta di cambiare il testo che volete far apparire. Basta sostituire il testo nella stringa:
{if $post->getNumReads() > 0}<a>Read ({$post->getNumReads()}) times</a>{/if}
In questo modo apparirà la scritta:
Read (X) times
iff | 06 Febbraio, 2009 12:56
Sia ben chiaro: non siamo mai stati così ingenui da ritenere che la censura fosse un retaggio del passato o una declinazione tecnologica dell'autoritarismo dei regimi del sud est asiatico.
Tanto l'affare Comcast quanto quello nostrano di Pirate Bay si commentavano da soli, gridando ai quattro venti che il mito della rete come organismo anarchico ed incontrollabile fosse destinato a crollare miseramente su se stesso e che si stavano preparando tempi bui per la libertà ed i diritti digitali degli utenti in rete.
Ci viene spontaneo pensare di fronte agli ultimi eventi che il governo italiano, spaventato dalle possibili conseguenze di una crisi economica che sembra essere senza precedenti, stia approntando tutti gli strumenti per far fronte alle forme di conflittualità diffusa che ne potrebbero scaturire sui territori.
Dopo l'invio della circolare del ministero degli interni a tutte le prefetture italiane, che prevede il divieto di far sfilare cortei e manifestazioni nei centri nevralgici delle zone urbane ( con il chiaro obbiettivo di evitare il ripetersi degli scenari dello scorso autunno dove intere città italiane rimasero bloccate dalla protesta degli studenti in mobilitazione contro i tagli alla scuola messi in atto dal ministro gelmini ) ora si tenta di mettere il bavaglio anche alla rete ed al suo potenziale comunicativo, che in una fase di acuto conflitto sociale potrebbe risultare determinante per il coordinamento e la propagazione delle lotte.
Un emendamento al pacchetto sicurezza approvato al Senato ( ma il testo deve ancora passare alla Camera ) proposto dal senatore Gianpiero D'Alia ( in quota UDC, un partito che già in passato aveva dimostrato un attivismo implacabile in merito alla moralizzazione delle attività dei netizen ) renderà possibile, su richiesta DISCREZIONALE del ministero degli interni l'oscuramento di siti colpevoli di apologia di reato o di istigazione a delinquere. Chi andrebbe poi ad occuparsi dell'isolamento del sito da Internet sarebbero i provider, i quali, in caso di inadempienza potrebbero incorrere in multe variabili dai 50000 ai 250000 euro ed essere a loro volta imputati di apologia o istigazione di reato. (Continua)
