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Prossimi eventi

Not[net]working - La rete non è un media - Seminari di autoformazione

Gli eventi di quest'anno, segnato dalla crisi finanziaria e dalla retorica pro-sicurezza (che ha visto nell'ultima decade Bologna tristemente mutare da crogiolo di sperimentazioni artistiche e fermento culturale a città-laboratorio di politiche securitarie e repressive)...

CopyRiot Day & Security Handshake - Mercoledi 25 Marzo - Bologna

Siamo lieti di invitarvi a questa iniziativa organizzata dalla CopyRiot Lab - Onda Anomala Bologna a cui prenderemo parta anche noi proponendo una versione aggiornata di Security Handshake .Nel frattempo potete dare una prima occhiata

In evidenza

Defcon X - Un libro della Compagnia Fantasma

A Bologna la Compagnia Fantasma è la cultura con la C maiuscola.

Si troverebbe a proprio agio calcando il palcoscenico del teatro comunale o il selciato di una piazza occupata. Il risultato sarebbe in ogni...

Socializzazione della Finanza e Crisi Economica Globale - Intervento di Info Free Flow (seconda parte)

Dopo la bolla della New Economy...

Al di là delle motivazioni più squisitamente economiche dello scoppio della bolla delle Dot Com nel 2000, c'è da riflettere sulla distanza antropologica tra previsioni degli investitori e design dell'architettura di rete degli anni '90. In quel periodo erano necessarie notevoli competenze specialistiche per...

Socializzazione della Finanza e Crisi Economica Globale - Intervento di Info Free Flow (prima parte)

Completiamo il post sul seminario "Socializzazione della Finanza e Crisi dell'Economia Globale" con il nostro intervento come InfoFreeFlow, con cui torniamo a tematiche più...

Lavoro in rete e senza rete - Dialogo con Carlo Formenti - Prima parte

Come già abbiamo avuto modo di scrivere su queste pagine, se in Italia (e non solo) esistono ancora voci capaci di trattare il fenomeno della rete in maniera disincantata e non celebrativa ma al contempo propositiva e non appesantita dai ceppi della tecnofobia più reazionaria, una di esse è senz'altro quella di Carlo Formenti, docente di teoria e tecnica dei nuovi media all'Università di Lecce, collaboratore del Corriere della Sera, autore di testi...

Cybersoviet: utopie postdemocratiche e nuovi media

Se c'è qualcosa che nella sperduta periferia telematica Italia - avvolta da una cappa di ignoranza e retorica su cosa sia e a cosa serva la rete - non cessa mai di stupirci è il potenziale apocalittico o messianico che chi si balocca con la politica online, dai picciotti di Giampierone D'Alia ai grillini del comico genovese, non si stanca mai di attribuire ad internet, fonte di ogni male terreno o di ogni possibile emancipazione collettiva.

Logo di InfoFreeFlow

Netsukuku, Wired Italia e l'approssimazione (!?!) di chi divulga stereotipi e disinformazione sull'informatica

iff | 06 Febbraio, 2010 14:23

Leggiamo e condividiamo volentieri.

Chiunque volesse sottolineare il proprio disappunto dopo aver letto l'articolo di Wired su netsukuku può twettare @riccardowired

Palazzolo Acreide, 5/2/2010 - COMUNICATO STAMPA
Con preghiera di massima diffusione
http://lab.dyne.org/ComunicatoWired

L'articolo sul numero di Febbraio 2010 dell'edizione italiana della rivista Wired, relativo al nostro fratello Alpt aka Andrea Lo Pumo ed al Progetto Netsukuku, e' talmente colmo di imprecisioni, errori, superficialita' e strafalcioni *INCREDIBILI* che ci impongono una serie di commenti e correzioni.

Sull'articolo leggiamo: "AL LICEO CON ALCUNI AMICI CRACKER". NO: Al Freaknet Medialab (come voi stessi scrivete successivamente, contraddicendovi), con i suoi fratelli HACKERS (e cosa c'entra il liceo?), e durante gli HACKMEETING nazionali! (http://www.hackmeeting.org)

In un panorama giornalistico nazionale nel quale la parola HACKER viene da anni usata in senso deleterio e spregiativo, invece di cogliere l'occasione per utilizzare questo termine finalmente nella sua nobile accezione, questo viene invece incredibilmente accantonato, preferendogli il deleterio e negativo termine "cracker"? Questa cosa ci lascia letteralmente stupefatti e senza parole (o meglio, le parole le abbiamo, ma preferiamo non riportarle in questo comunicato)

Ma si insiste con l'uso fuori luogo del termine cracker, citando "La community di cracker e sviluppatori", quando ancora una volta il termine esatto e' HACKERS, non crackers. "Crackers e sviluppatori": cioe' come mettere insieme la merda ed il cioccolato. Per riferimenti sul significato del termine Hacker, si veda in proposito http://www.autistici.org/hackarena/etica/jargon.htm

"Freaknet e' un centro di aggregazione, probabilmente qualche telegiornale lo etichetterebbe come 'centro sociale'"? E farebbe benissimo, dato che noi siamo NATI ed abbiamo vissuto per anni all'interno del Centro Sociale Occupato Autogestito AURO di Catania (http://freaknet.org/hacklab/history),
condividendone i percorsi, le difficolta', le lotte politiche e sociali (http://freaknet.org/defcon/), e condividendoli tutt'ora, profondamente, nella nostra anima e con il nostro lottare ed agire politico di cui Netsukuku e' un importante aspetto!  (Continua)

Defcon X - Un libro della Compagnia Fantasma

iff | 25 Gennaio, 2010 13:40

A Bologna la Compagnia Fantasma è la cultura con la C maiuscola.

Si troverebbe a proprio agio calcando il palcoscenico del teatro comunale o il selciato di una piazza occupata. Il risultato sarebbe in ogni caso lo stesso: tagliando l'aria con le parole che pronunciano, i ragazzi scolpirebbero lo spazio intorno a loro costruendo un cantuccio narrativo che non vorresti lasciare neanche quando hanno finito e tutti immancabilmente battono le mani implorando il bis.

Ambientato sulle strade e nelle case di Bologna, Defcon X è il loro primo libro, un piccolo gioiellino denso di significati nelle fluire delle sue 100 pagine.
La narrazione prende spunto da un fatto realmente accaduto in Francia nel 2004, quando tal Pierre investì un cittadino dopo averlo scambiato per Osama Bin Laden. Un incipit il cui valore è racchiuso proprio nell'ambivalenza dei suoi caratteri onirici e tremendamente reali allo stesso tempo.

Quando nel giorno di Natale la morte del padre travolge il protagonista (lo psichiatra criminale Francesco Passini) qualcosa, "una minuscola ruota dentata", smette di funzionare dentro di lui. Al contempo il ritrovamento di un vecchio orologio, appartenuto a Paolo Rapetti (uno dei suoi primi pazienti), fa esplodere una dopo l'altra paure e sentimenti antichi, covati a lungo in un anfratto nascosto sotto il tappeto inerte di una vita normale. Il tentativo di liberarsene e di restituirlo al legittimo proprietario condurrà Francesco in un viaggio lungo il quale, messa a nudo la fragilità di un'esistenza modesta passata ad accontentarsi, prenderà corpo l'immagine di una città e di una società dall'equilibrio spezzato.

Defcon X costruisce pezzo dopo pezzo un'allegoria che narra il volto di una società il cui sorriso, a prima vista solo un po' sdentato, cela sotto mentite spoglie un ghigno caustico racchiuso nell'afasia di uno sguardo cupo e privo di luce propria.
In un ambiente popolato da soggetti ed elementi che appaiono progressivamente più ostili, la ricerca di Francesco si inerpica in un quadro confuso incorniciato da un sottofondo di suoni metallici e taglienti o da un silenzio capace di togliere il respiro, sinonimo di ansia ed incomunicabilità.  (Continua)

Aggiornare twitter e comunicare sul web con un vecchio cellulare GSM

iff | 29 Dicembre, 2009 12:10

Sfruttare la velocità dei tweet nel propagare l'informazione può essere un metodo utile per narrare momenti di lotta e dare vita a quel loop virale mobile che contribuisce a creare e diffondere rappresentazioni altre ed in rotta di collisione con quelle filtrate dai media ufficiali. Una partita questa, che si deve giocare sul filo di lana del tempo reale per non essere fagocitati dalla vorace ridondanza del rumore di fondo della rete e che si riesce a vincere veicolando notizie grazie alle relazioni sociali che in essa riusciamo a costruire.

Aggiornare il nostro Facebook o il nostro status su Twitter in tempo reale (durante una manifestazione ad esempio) può però sembrare difficile, poco pratico e sopratutto costoso utilizzando cellulari di ultima generazione o portatili con chiavette wireless. Spesso non si dispone delle competenze o degli strumenti adatti. Gli smartphone in particolar modo, pur essendo strumenti interessanti e prestandosi  alle più svariate funzioni, risultano essere oggi alla portata di pochi per via loro costi esorbitanti.
La domanda allora sorge spontanea come da diversi decenni a questa parte

Che fare? ;-)
Che possiamo fare noi che siamo ancora dotati del nostro fedele cellulare del '99 il quale per dimensione assomiglia ai netbook di ultimo grido e che oltre a telefonare, riesce a malapena a mandare brevi messaggini? Che inventarsi in Italia dove è possibile aggiornare via sms solo Facebook (madonnine permettendo) e solamente con uno dei quattro operatori principali?

Possiamo sfruttare un nuovo servizio nato nel mondo dei socialnetwork: post.it .

Si tratta di uno strumento di facile utilizzo ed estremamente accessibile che sfruttando la funzione Ultrapost ci permette di aggiornare il nostro status semplicemente inviando degli SMS. Ma andiamo con ordine e partiamo dal principio.  (Continua)

Bisogna difendere la rete

iff | 17 Dicembre, 2009 12:12

Il copione che si sta recitando in questi giorni in merito alla rete è qualcosa di già visto negli ultimi mesi, la cui stesura è stata meditata ed elaborata a lungo dopo diverse figuracce e fallimenti. Un copione gradito e recitato con uguale foga e passione da attori e comparse degli schieramenti di centro-destra e centro-sinistra.
La lente di ingrandimento mediatica che in un primo momento si era posata sulla possibilità di implementare non meglio precisati filtri nell'infrastruttura di rete italiana non focalizzava però il vero traguardo che si sta provando a tagliare in queste ore. È difficile dire se la nostrana morfologia di internet si presti effettivamente ad una perimetrazione, ad una blindatura à la Teheran. Probobilmente per motivi tecnici ed interessi economici stranieri in ballo (come il fatto che Fastweb sia di proprietà di SwissComm), un'opzione di questo tipo risulterebbe non immediatamente praticabile. Ma soffermarsi esclusivamente su questo aspetto del problema vorrebbe dire imboccare una strada sbagliata.

Intanto perché l'informazione in rete può essere controllata a vari livelli geografici, e non solo tramite la censura ma ostacolandone la circolazione con misure amministrative o soffocando le notizie in assordante rumore di fondo, con l'intento di rendere difficoltosa quell'operazione di ricomposizione dei tasselli del mosaico che si chiama fare giornalismo.

Ci sembra allora ben più importante tratteggiare la china politico-culturale che sta assumendo questa vicenda.

In queste comiziali giornate vengono gettati in pasto agli elettori gustosi bocconi politici, capaci di soddisfare, con il loro retrogusto autoritario, anche gli appetiti più neri. La Russa gioca a fare il soldatino a salvaguardia della democrazia ponendone a presidio un recinto di limitazioni alla libertà di manifestare.  Nel frattempo si incendia il dibattito fra "liberalissime" compagini politiche su come difendere la libertà di espressione proponendo l'elaborazione e la promulgazione di nuove norme in grado di scalzare anche quelle che sono le già minime garanzie che tutelano la comunicazione in rete.
Con un colpo di scena dal sapore gesuitico, Maroni coglie due piccioni con una fava. Il ministro dopo aver fomentato un clima infuocato, additando a destra e a manca terroristi e fiancheggiatori e prefigurando scenari da guerra civile, trasforma la sua immagine in quella di pacificatore e garante. Riesumando dall'armadio il DDL D'Alia-Pecorella-Levi-Prodi che equipara la stampa tradizionale al mondo on-line, mette la mordacchia a nodi scomodi d'informazione e voci non allineate, sotto la minaccia di pesanti sanzioni pecuniarie. Se ne rallegrerà certo Carlo De Benedetti, che dopo l'aspra diatriba con Google dei giorni passati forse avrà modo di riconquistare parte del mercato pubblicitario sul web a causa dello sfoltirsi della concorrenza. (Continua)

Golia schiaccia Davide

iff | 04 Dicembre, 2009 12:46

Articolo realizzato in collaborazione con i/le compagn* dell'Opposizione Sociale di Ascoli Piceno

Capita certe volte anche per noi di Info Free Flow di abbandonare la denuncia seriosa e indignata verso le mille recinzioni di cui il potere ammanta la rete, e di lanciarci a testa bassa in una bella flame war da trivio con l'impermeabile da maniaco rigorosamente aperto sul davanti ed il Caps Lock accuratamente attivato.

Soprattutto quando il tempo sembra per incanto fermarsi, regalandoci un tuffo nel passato non troppo remoto di quei casi di censura da manuale, in cui l'informazione non viene annullata nel rumore di fondo nella rete ma additata dalla nostra pia
società di educande
e bloccata alla sorgente dalle liste nere (no, non stiamo parlando di quelle di Saya e di Fogna Nuova), che per questa volta non tradurremo con l'inglese "blacklist" bensì, recuperando le care tradizioni nazionali, con un più nostrano
Index Sitorum Prohibitorum.
Veniamo infatti a sapere da amici e complici sul posto (che tuffo nel passato sarebbe senza  l'onnipresente/potente piovra hackerz in agguato?) e dalla stampa locale dell'iniziativa del podestà di Ascoli Piceno Guido Castelli detta "Famiglia Protetta". In un periodo di drammatica crisi produttiva e disoccupazione strisciante abbiamo subito pensato ad un piano straordinario di sostegno ai nuclei familiari degli operai in mobilità, magari da realizzarsi con l'imposizione di notevoli penali alle imprese che delocalizzano senza mai aver investito in formazione ed innovazione ed il recupero e l'autogestione da parte dei lavoratori delle fabbriche dismesse...Ma che acarini sciocchini siamo stati, invece! (Continua)

Socializzazione della Finanza e Crisi Economica Globale - Intervento di Info Free Flow (seconda parte)

iff | 11 Novembre, 2009 15:26

Dopo la bolla della New Economy...

Al di là delle motivazioni più squisitamente economiche dello scoppio della bolla delle Dot Com nel 2000, c'è da riflettere sulla distanza antropologica tra previsioni degli investitori e design dell'architettura di rete degli anni '90. In quel periodo erano necessarie notevoli competenze specialistiche per usufruire di un computer e per navigare in una rete che, sebbene in transizione verso l'uso civile, aveva le sue radici ancora nei progetti dei cybersoviet, compensando i prerequisiti tecnici richiesti a chi vi si avvicinasse con un'elevata scalabilità ed orizzontalità. L'infrastruttura di rete e la capacità di storaggio e trasmissione dei dati non erano ancora così elaborate da facilitare la partecipazione del grande pubblico ad un'economia di beni e servizi immateriali come quella prospettata dalla retorica positivista dei redattori di Wired. In altre parole, la bolla della New Economy è stata dovuta ad errori di sopravvalutazione da parte del mercato della assorbibilità dei servizi delle dot com, della loro monetizzabilità e del livello di competenza dei loro utenti. Slogan del tempo prospettavano: "arricchisciti in fretta" o “costruiamole, poi arriveranno”, ma ciò si è dimostrato a lungo termine insostenibile, davanti alla mancanza di un design in grado di permettere agli investitori/utenti di orientarsi tra ed usufruire di dispositivi in grado di offrire loro servizi e contemporaneamente mettere a lavoro la propria esperienza. Il colpo alla FIRE economy a fine anni '90 deriva anche da un deficit di economia ICE (intellectual, cultural, educational) che non poteva essere colmato, a meno di non abbassarne l'asticella ad un target dotato di competenze più generiche e dandogli modo di metterle a valore.

 (Continua)

Socializzazione della Finanza e Crisi Economica Globale - Intervento di Info Free Flow (prima parte)

iff | 11 Novembre, 2009 15:18

Completiamo il post sul seminario "Socializzazione della Finanza e Crisi dell'Economia Globale" con il nostro intervento come InfoFreeFlow, con cui torniamo a tematiche più consuete per il nostro blog: partendo dalle trasformazioni nel mondo del lavoro in rete e della finanza negli ultimi trent'anni proveremo a delinearne le relazioni pericolose quali New Economy, social network e cloud computing.

Trattandosi di un lavoro piuttosto ampio, ve ne proponiamo la dispensa in PDF ed alleghiamo (nel formato libero ODP) le diapositive proiettate in occasione del seminario, per chi fosse interessato ma non avesse tempo o voglia di leggersi tutto il documento. Integriamo la trascrizione con una bibliografia critica di ottimi testi di cui ci siamo serviti nel corso della nostra ricerca, alcuni dei quali saranno già vecchie conoscenze degli affezionati lettori di InfoFreeFlow;)

 

 (Continua)

Socializzazione della Finanza e Crisi Economica Globale - Intervento di Raffaele Sciortino

iff | 05 Novembre, 2009 19:17

Dopo la pubblicazione del dialogo con Carlo Formenti (qui la prima e la seconda parte), continuiamo a proporvi le trascrizioni rivedute, corrette e ampliate di Not [Net] Working, il ciclo di seminari autogestiti da noi curato assieme al Collettivo Universitario Autonomo presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna la scorsa primavera. Con "Socializzazione della Finanza e Crisi Economica Globale" abbiamo voluto ampliare il discorso rispetto ai nostri consueti ambiti di ricerca, problematizzando il paradigma della produzione di valore in rete - sia nella sua accezione infrastrutturale che in quella organizzativa e relazionale - e legandolo al quadro dei mutamenti geopolitici e geoeconomici contemporanei.

Lo abbiamo fatto ricostruendo la genealogia dell'attuale crisi capitalista: sia dal suo versante informatico e finanziario (angolature insospettabilmente legate, almeno per noi al momento in cui abbiamo avviato la nostra ricerca!) di cui vi parleremo la prossima volta, che dal versante macroeconomico, che ha visto protagonista Raffaele Sciortino (ricercatore all'Università Statale di Milano e redattore di Infoaut), di cui potete gustare l'intervento qui sotto.

___________________________________________________________________________________________________________________

 

Ripercorreremo la storia delle condizioni, principalmente quelle “geopolitiche”, che dagli anni '70 in poi hanno di fatto permesso che l'economia mondiale si regga sul debito - o meglio sulla creazione continua di circuiti di credito-debito che ormai si intrecciano e coprono tutto il globo - e che quindi mostrano come non solo non si possa tornare indietro, ma anche come sia assurdo pensare oggi di distinguere tra economia cosiddetta "reale" ed economia finanziaria in quanto speculativa – un’escrescenza che si potrebbe, se non tagliare, almeno in qualche modo regolamentare.

 (Continua)

L'ayatollah Maroni ed i cinesi del PD

iff | 26 Ottobre, 2009 15:09

 

Chi si nasconde dietro questa folta barba? E chi sono i figuri tutti uguali dietro di lui?

 

La notizia era nell'aria già da qualche giorno, ma solo giovedì è esplosa tra roventi polemiche, arrivando a toccare anche le inaccessibili vette del TG1 delle 20. Dopo le frustrazioni del dirigente modenese del PD, desolato dall'incapacità di una nomenklatura democratica politicamente alla frutta, alla ribalta della cronaca è salito il "fu" gruppo di facebook "Uccidiamo Berlusconi", poi trasformato in un più tranquillizzante "Ora che abbiamo la tua attenzione rispondi alle nostre domande".

Siamo stati indecisi a lungo se prendere parola su questa vicenda che, nel nostrano clamore che l'ha accompagnata, apparentemente è solo un cartina al tornasole dell'incapacità trasversale alla classe politica istituzionale di rapportarsi e leggere le tecnologie digitali, mentre in realtà cela fra le pieghe alcune sottili dinamiche inscritte nel frame mediale italiano.

Diversi elementi hanno comunque attirato la nostra attenzione portandoci a delle riflessioni che ci sembra importante condividere per dare un metro anche della direzione che potrebbe prendere la vita in rete nella penisola.

Ci sono due premesse che guidano tutto il nostro ragionamento.
La prima è la focalizzazione della tragica situazione sociale ed economica del paese che porta evidenti sul volto le ferite aperte della crisi. Lungi dall'essere ad un punto di svolta, un fatturato industriale in caduta libera e la drammatica realtà della cassa integrazione per un sempre maggior numero di lavoratori, vanno aggiungendosi ad un crescente discredito che classe politica italiana non sembra ormai in grado di allontanare da sé.
La seconda è che la rete non è un media (o comunque un canale neutro) ma un ambiente, contingente e dalle caratteristiche mutevoli ed in evoluzione dinamica, organizzata su rapporti di forza che derivano dalla costruzione del mezzo e determinano il tipo di relazione, di prodotti, di creazioni che si possono vivere e fare in questo o in quel network.  (Continua)

NoBlogs tutorial: Sociable plugin

iff | 20 Ottobre, 2009 12:16

L'informazione è una risorsa preziosa se veicolata attraverso più canali possibili ed al momento giusto. Tanto più questo discorso è valido per un network come NoBlogs, i cui template di Lifetype grondano di gocce di intelligenza critica e tecniche di subvertising che possono essere diramate con luciferino piacere antagonista. Allo stesso modo NoBlogs è sempre più un ambiente attraverso il quale filtrano notizie la cui rapidità di diffusione è talvolta necessaria.

È per questo motivo che con questo breve tutorial vogliamo spiegare come utilizzare il plugin sociable che permette a chi visita il vostro blog di condividere su diversi social network gli articoli a cui è interessato, utilizzando delle semplici applet generate automaticamente.

Enjoy sharing!
 (Continua)

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