Archivio ottobre 2012

AntiSecIta affonda poliziadistato.it

Anonymous ancora contro la polizia italiana. Questa volta però non si è trattato di un attacco DDOS o del defacciamento del sito ufficiale delle forze dell’ordine. Con l’operazione denominata “#AntiSecIta” il network di attivisti ha mirato più in alto. Ed il bersaglio è stato colpito.

 

altQuesta notte circa 3500 documenti confidenziali della polizia di stato sono stati resi pubblici da Anonymous Italia. Nel complesso si tratta di più di un gigabyte di dati archiviati, classificati e resi consultabili on line anche su Paranoia, la piattaforma internazionale di whistleblowing lanciata quest’estate da Anonymous. Una discolsure in piena regola, avvenuta in seguito alla violazione dei server delle forze dell’ordine. Almeno stando a quanto sostenuto dagli hacktivisiti. In un comunicato pubblicato sul blog ufficiale di Anonymous Italia, i senza volto sbeffeggiano apertamente i sistemi di sicurezza della polizia: «Da settimane ci divertiamo a curiosare nei vostri server, nelle vostre e-mail, i vostri portali, documenti, verbali e molto altro». Prosegui la lettura »

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Il declino dello smart /soft power della Casa Bianca: quando a crollare è l’ideologia liberale della rete.

Relazione meeting “Contropotere nella crisi” Bologna 13 – 14 Ottobre

Abbiamo costruito questa relazione con l’intento di socializzare in un ambito il più possibile allargato una serie di indicazioni di orientamento politico-culturale arrivateci dagli ultimi due anni di mobilitazioni globali.

La rivoluzione tunisina, quella egiziana, il movimento #15M ed anche quello NoTav hanno messo al centro di un mondo in crisi l’attualità della rivoluzione, delle sue pratiche ma anche delle sue parole. In questo senso hanno anche ribadito la centralità di saper agire la dimensione comunicativa nei conflitti odierni, individuando in essa, ed in particolar modo nella rete (ma non solo), un campo di battaglia dove colpire per disarticolare quelle tecnologie politiche, quelle narrazioni e quei dispositivi retorici che legittimano le politiche di austerità e che, per utilizzare una metafora, sono le piattaforme, le rampe di lancio da cui partono le operazioni di aggressione neoliberista ai territori.

Social media, ambienti di comunicazione elettronica e piattaforme globali di comunicazione hanno messo a nudo tutta la loro ambivalenza, provocando così una torsione dell’immaginario: non solo formidabili dispositivi di cattura della cooperazione sociale e del valore prodotto in rete – grazie ai quali il tempo di lavoro si dilata fino a sovrapporsi perfettamente con il tempo della vita – ma anche luoghi dove sono andati dispiegandosi una pluralità di processi di soggettivazione ed organizzazione dei movimenti globali. Nessun medium ovviamente è sufficiente tout court alla complessità di un processo di organizzazione rivoluzionaria ma allo stesso tempo non esiste organizzazione senza identità, e non esiste identità senza processi di comunicazione, rappresentazioni condivise ed un accumulo di memoria storica delle lotte. Prosegui la lettura »

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The decline of the White House’s smart /soft power: when the liberal ideology of the web collapses

Talk by media activist Infofreeflow focus group at Counterpower In The Crisis, national meeting of Italian autonomous collectives, activists and social centres in Bologna last October 13-14th

We devised this presentation in an effort to share as widely as possibile a series of political and cultural indications stemming from from the last two years of global mobilizations.

The Tunisian revolution, the Egyptian one, the #15M, and also the NoTav movement did put at the centre of a world in crisis the hot issue of revolution, of its practices but also of its words. In this way these events did also reaffirm the centrality of successfully managing the communicative dimension in the present conflicts by particularly (but not solely) locating the web as a battleground where to carry out strikes in order to break down those political technologies, those narrations and those rethorical tools that legitimise austerity policies and that, using a metaphor, are the platforms, the launching pads, from which the neoliberal operations of aggression against the territories take off.

Social media, environments of electronic communication, and global platforms of communication exposed all their ambivalence, unleashing in this way a twist of the imaginary: not merely formidabile apparatus of capture of capture of social cooperation and value produced on the web – thanks to which working time expands itself until perfectly overlapping with leisure time – but spaces where a plurality of processes of subjectivation and organization of global movements multiplied as well. Obviously, no medium is by itself enough tout court in front of the complexity of a process of revolutionary organization but, at the same time, there is no organization without identity, and there is no identity without processes of communication, shared representations, and the accumulation of an historical memory of struggles. Prosegui la lettura »

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