Archivio dicembre 2010

Wikileaks – fragments of global disorder

Original post in Italian

The historical moment in which Wikileaks (WL) acts is decisive: – it’s the moment of the crisis of the United States’ military, political, cultural and technological hegemony.

The fall of the second Wall of the 20th century (‘Wall’ Street) replicates the calls    for glasnost (“openness”) and perestrojka (“change”) because, even if within its   neoliberalist characterization, democratic ideology has experienced a degeneration.

Reforming the system is the imperative, United States’ planetary overstretching     reaches its limits from Iraq to Latin America; the executive power is weak and safeguarded by those who long for a reactionary, fundamentalist and authentically “American” resolution of the ideological crisis.

In this scenery, already complex on its own, a specter is starting to roam around,   whispering in the ears of whoever it meets: “information in revolt will be writing  history.”

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Wikileaks: frammenti di disordine globale

English Translation

Il momento storico in cui Wikileaks opera è decisivo: è quello della crisi dell’egemonia militare, economica, politica, culturale e tecnologica statunitense.

La caduta del secondo muro del ‘900 (Wall Street) riproduce le sue richieste di glasnost (“openness”) e perestrojka (“change”) perché persino nella caratterizzazione che la vulgata neoliberista le ha dato l’ideologia democratica ha subito una degenerazione. L’imperativo è la riforma del sistema, l’overstretching planetario degli Stati Uniti segna il passo dall’Iraq all’America Latina, l’esecutivo è debole e sotto tutela da parte di chi ambisce ad una risoluzione reazionaria, integralista ed autenticamente “statunitense” della crisi ideologica.

E dentro a questo scenario già complesso di suo comincia ad aggirarsi uno spettro che bisbiglia nelle orecchie di chi lo incontra: «Le informazioni in rivolta scriveranno la storia».

Spettro ci sembra il termine più adatto per descrivere la figura di Assange, sia per i suoi connotati fisici sia per l’evanescenza con cui è riuscito per diverso tempo a farla franca da polizie e servizi segreti di tutto il mondo.

Eppure la vicenda di WL (Wikileaks), di cui ancora molti capitoli dovranno essere scritti, produce ricadute estremamente concrete, tali da determinare fratture profonde nei reticoli tradizionali del sistema informativo globale, attraversati in questi giorni da movimenti di disaggregazione, scomposizione e riaggregazione. Fratture che rappresentano un punto di non ritorno, espandendosi a trecentosessanta gradi e non a senso unico. Prosegui la lettura »

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Dodici tesi su Wikileaks – di Geert Lovink e Patrice Riemens

Dopo aver dato un nostro contributo di decostruzione ed analisi dell’oggetto Wikileaks, pubblichiamo la traduzione di “Dodici tesi su Wikileaks” un testo di Geert Lovink e Patrice Riemens, apparso nella sua prima versione sulla mailing list “Nettime” nell’agosto di quest’anno ed ampliato a ridosso dell’esplosione del Cablegate. Crediamo sia una riflessione interessante  per allargare gli orizzonti del dibattito su quella che sembra essere una delle fratture più significative del panorama mediatico globale degli ultimi anni. Buona lettura!

Tesi 0

“Cosa penso di WikiLeaks? Penso che sarebbe una buona idea!” (ripreso dalla famosa battuta del Mahatma Gandhi sulla “Civiltà Occidentale”)

Tesi 1

Rivelazioni e fughe di notizie sono state una caratteristica di tutte le epoche, tuttavia nessun gruppo non statale o non para-aziendale prima d’ora ha fatto nulla al livello di quanto WikiLeaks sia riuscita a fare, prima con il video “collateral murder”, poi con gli “Afghan War Logs”, ed ora con il “Cablegate”. Ci sembra di aver raggiunto il momento in cui il salto quantitativo si trasforma nel salto qualitativo. Quando WikiLeaks ha raggiunto il mainstream nei primi mesi del 2010, questo non era ancora dato. Da un lato, le “colossali” rivelazioni di WikiLeaks possono essere spiegate come la conseguenza della spettacolare diffusione dell’utilizzo dell’IT, assieme alla spettacolare discesa dei suoi costi, inclusi quelli di storage di milioni di documenti. Un altro fattore di contributo è il fatto che tenere al sicuro segreti statali ed aziendali – per non parlare di quelli privati – è divenuto difficile in un’epoca di riproducibilità e disseminazione istantanee. WikiLeaks diviene simbolica di una trasformazione nella “società dell’informazione” in generale, detenendo uno specchio di cose a venire. Così, mentre ci si può rivolgere a Wikileaks come ad un progetto (politico) e sottoporla a critica per il proprio modus operandi, la si può anche vedere come la fase “pilota” di un’evoluzione verso una cultura assai più generalizzata di rivelazione anarchica, oltre la tradizionale politica dell’openness e della trasparenza. Prosegui la lettura »

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