Archivio ottobre 2013

Keep calm and enjoy 19o (parte 1)

Oggi presentiamo il primo di quattro articoli con i quali Infoaut proporrà una serie di considerazioni sulla tenuta mediatica del #19o.

Nei primi tre decostruiremo alcuni dei meccanismi mediante i quali il mainstream ha provato ad alimentare un clima di tensione intorno alla giornata di mobilitazione romana. Filo rosso che attraversa queste tre analisi è la presenza di elementi tecnici e quantitativi (accanto a quelli morali) in grado di farsi propulsori di panico distribuito con cui governare i fenomeni sociali. Questo primo testo decostruisce il dispositivo ribattezzato “manifestometro” ovvero, l’attribuzione di un grado di pericolosità ad un corteo, operata attraverso il ricorso ad una scala numerica. Il secondo affronterà la minaccia di blackout delle rete cellulari ventilata da giornali e televisioni nella giornata del 18 ottobre. Il terzo tenterà di chiarire modalità e circostanze in cui i social network possono trasformarsi in vettori di disinformazione.

Le decine di migliaia di persone scese in piazza a Roma segnano però la sconfitta della strategia terroristica adottata dal circuito informativo generalista contro il #19o. Una disfatta le cui motivazioni (che proveremo ad analizzare nella quarta parte del testo) sono dettate innanzi tutto dall’emersione di una composizione sociale che non è più in alcun modo interessata a contrattare la sua rappresentazione con il mainstream. Al contrario questo è sempre meno media di riferimento per ampi strati di popolazione, impermeabili al suo discorso e ostili nei suoi confronti. Non di secondo piano inoltre è stato l’inedito feeling tra strada e rete che comincia a permeare anche l’attivismo nostrano e la stessa capacità del movimento di pianificare in modo strategico una campagna di comunicazione distribuita su tutto il territorio nazionale, ricorrendo a contenitori simbolici a maglie larghe che hanno permesso alle più differenti realtà di apportare il loro contributo e di entrare in relazione tra di loro.

Buona lettura. Prosegui la lettura »

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19 ottobre: crypt ‘r die!

Dalla crew di Cyber Resistance (www.cantiere.org) arriva un manualetto per gestire al meglio il proprio smartphone in vista del #19o: applicazioni, attitudini e buone pratiche di comunicazione da tenere durante un corteo.

ADD_copertinawebVi ricordate di Seattle? Vi ricordate di quei cortei che, al volgere di millennio, erano affollati di uomini e donne che avevano già capito da che parte tirava il vento della globalizzazione neo-liberista e non avevano alcuna intenzione di farsi gettare nella spazzatura della “fine della storia”? Quelli erano i giorni in cui cominciavamo a scoprire che potevamo essere media, giorni in cui dentro ai movimenti sociali si faceva prepotentemente strada la coscienza di quanto fosse urgente dotarsi di network di comunicazione indipendenti e, sopratutto, di una cultura tecnologica diffusa ed accessibile a tutti.

Manifestazione dopo manifestazione c’era un telefono in più, una macchina fotografica o una videocamera che andavano ad aggiungersi allo sciame di obiettivi che vegliavano sul corteo, documentandone le azioni o registrando su nastro gli abusi commessi dalle forze di polizia. Prosegui la lettura »

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19 october: crypt ‘r die

From the Cyber Resistance crew (wwww.cantiere.org) we get a little manual for managing as best as possible your smartphone in prospect of #19o: apps, habits and good practices of communication to use during a rally.

altDo you remember Seattle? Do you remember those demonstrations that, at the millennium’s turning point, were crowded by men and women that had already understood where the neoliberal globalization wind was blowing and that didn’t want at all to be thrown in the trash-bin of “the end of history”? Those were the days in which we were starting to discover that we could be media, days during which a strong awareness of how urgent it was to implement independent communication networks was making its way inside social movements; along with the need for a widespread and user friendly technological culture.

Demo after demo we could see one more phone, camera or videocamera joining up the myriad of lenses watching over the rally, documenting its actions or recording on tape the police forces abuses. Prosegui la lettura »

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