Archivio febbraio 2010

Netwar on Videocracy

Un breve commento sulla vicenda Google-ViviDown

Tre dirigenti di Google sono stati inchiodati al banco degli imputati per l’affare Vividown che li vedeva indagati per violazione della privacy e calunnia come conseguenza della mancata rimozione dal network di Google Video un filmato risalente al 2006. Protagonista un ragazzo down
brutalmente vessato da dei coetanei in una scuola di Torino. David Carl Drummond,ex presidente del cda di Google Italia e ora senior vice president, George De Los Reyes, ex membro del cda di Google Italy; Peter Fleischer, responsabile policy Google sulla privacy per l’Europa sono
stati ritenuti colpevoli dal giudice Oscar Magi di uno dei due reati loro attribuiti (violazione della privacy) e condannati a sei mesi di carcere con sospensione della pena

Riassumendo in poche parole: il tribunale di Milano ha affermato la responsabilità di Google sui contenuti immessi dagli utenti sulle reti di sua
proprietà. Il “Gigante Buono” non va dunque considerato come una scatola vuota o un mero condotto di diffusione dell’informazione, ma deve essere posto sul medesimo piano giuridico di qualsiasi altro editore.

Ci pare improbabile calarci in un ruolo di azzeccagarbugli che non ci appartiene, né vogliamo unirci al totoscommesse sulle motivazioni della sentenza. Ugualmente non ci lasciamo appassionare da suggestioni in salsa ER sull’aviaria o sull’ultima sindrome cinese, très à la page bien sûr, ma cariche di molto sensazionalismo e poca sostanza. Prosegui la lettura »

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Netsukuku, Wired Italia e l’approssimazione (!?!) di chi divulga stereotipi e disinformazione sull’informatica

Leggiamo e condividiamo volentieri.

Chiunque volesse sottolineare il proprio disappunto dopo aver letto l’articolo di Wired su netsukuku può twettare @riccardowired

Palazzolo Acreide, 5/2/2010 – COMUNICATO STAMPA
Con preghiera di massima diffusione
http://lab.dyne.org/ComunicatoWired

L’articolo sul numero di Febbraio 2010 dell’edizione italiana della rivista Wired, relativo al nostro fratello Alpt aka Andrea Lo Pumo ed al Progetto Netsukuku, e’ talmente colmo di
imprecisioni, errori, superficialita’ e strafalcioni *INCREDIBILI* che ci impongono una serie di commenti e correzioni.

Sull’articolo leggiamo: “AL LICEO CON ALCUNI AMICI CRACKER”. NO: Al Freaknet Medialab (come voi stessi scrivete successivamente, contraddicendovi), con i suoi fratelli HACKERS (e cosa c’entra il liceo?), e durante gli HACKMEETING nazionali! (http://www.hackmeeting.org)

In un panorama giornalistico nazionale nel quale la parola HACKER viene da anni usata in senso deleterio e spregiativo, invece di cogliere l’occasione per utilizzare questo termine finalmente nella sua nobile accezione, questo viene invece incredibilmente accantonato, preferendogli il deleterio e negativo termine “cracker”? Questa cosa ci lascia letteralmente stupefatti e senza parole (o meglio, le parole le abbiamo, ma preferiamo non riportarle in questo comunicato)

Ma si insiste con l’uso fuori luogo del termine cracker, citando “La community di cracker e sviluppatori”, quando ancora una volta il termine esatto e’ HACKERS, non crackers. “Crackers e sviluppatori”: cioe’ come mettere insieme la merda ed il cioccolato. Per riferimenti sul significato del termine Hacker, si veda in proposito http://www.autistici.org/hackarena/etica/jargon.htm

“Freaknet e’ un centro di aggregazione, probabilmente qualche telegiornale lo etichetterebbe come ‘centro sociale'”? E farebbe benissimo, dato che noi siamo NATI ed abbiamo vissuto per anni all’interno del Centro Sociale Occupato Autogestito AURO di Catania (http://freaknet.org/hacklab/history), condividendone i percorsi, le difficolta’, le lotte politiche e sociali (http://freaknet.org/defcon/), e condividendoli tutt’ora, profondamente, nella nostra anima e con il nostro lottare ed agire politico di cui Netsukuku e’ un importante aspetto! Prosegui la lettura »

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