Archivio luglio 2011

Anonymous ci ripensa. Vitrociset tira dritto

Ieri pomeriggio intorno alle 15 un colpo di scena ha sparigliato le carte in tavola sulla vicenda dell’attacco informatico al CNAIPIC che ha tenuto banco questa settimana. Sul blog ufficiale di Anonymous Italia è apparso un comunicato che ha negato qualsiasi responsabilità o coinvolgimento nella sottrazione degli 8 GB di documenti riservati dai server della polizia postale. La presa di distanze è fortissima. Le mani che hanno vergato le poche righe rilasciate in rete utilizzano un termine inequivocabile: «dissociazione».

Difficile capire cosa possa essere successo nelle ultime 48 ore all’interno del frastagliato arcipelago degli anonimi. Certo è che quest’ultimo comunicato arriva come un fulmine a ciel sereno. Ed è oggettivamente indice di una pessima gestione politica e comunicativa dell’operazione #antisec italiana. Impossibile non notare la discrepanza tra il livello di comunicazione pubblica tenuto nei due giorni successivi all’attacco e le pesanti parole del post pubblicato in bacheca ieri pomeriggio. I messaggi sul blog, gli aggiornamenti del profilo Facebook, i tweet dell’account LulzSecItaly ed il video presentato sul canale Youtube fra lunedì e martedì, avevano fatto pensare, se non ad un coinvolgimento diretto, quanto meno ad un supporto alla crew (nome NKTW load) che afferma di aver bucato bucato i sistemi di difesa della polizia postale. Prosegui la lettura »

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Anonymous e LulzSec fanno breccia nelle difese del CNAIPIC

#antisec. Con questo hashtag è stato battezzato l’attacco, senza precedenti in Italia, portato a termine contro il CNAIPIC ( il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche ) e rivendicato congiuntamente da LulzSec ed Anonymous.

Con un comunicato che ha il sapore della beffa, i due gruppi hanno dichiarato di aver violato i server di una delle infrastrutture informatiche più sensibili della polizia italiana. Gli hacker protagonisti dell’intrusione affermano di aver in mano 8 GB di documenti riservati che dimostrerebbero il coinvolgimento della task force dei cyber poliziotti in «operazioni illegali con la cooperazione di agenzie di intelligence straniere e varie oligarchie» economiche . Rispetto alle azioni portate avanti negli ultimi mesi (che avevano visto nella quasi totalità dei casi il dispiegamento di attacchi DDOS contro siti istituzionali e di aziende private) si tratta di oggettivamente di un salto di qualità. Prosegui la lettura »

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Crackdown su Anonymous Italia

Scatta all’alba di questa mattina la prima operazione di polizia contro Anonymous Italia. Oltre al sequestro di materiale informatico, sono 32 le perquisizioni effettuate in tutta la penisola e 3 le persone denunciate dalla Polizia Postale. A fare da corollario un’operazione mediatica in grande stile. Sui siti dei quotidiani on-line è il trionfo del sensazionalismo: i titoli che troneggiano in prima pagina riportano di reti smantellate, cellule smascherate, capi inchiodati alla sbarra.

Le fonti investigative citate, pur non facendo alcun riferimento ai reati specifici a carico degli accusati, giustificano l’intervento repressivo con la necessità mettere la parola fine agli “ingenti danni” causati dal gruppo negli ultimi mesi. Danni dei quali non viene fornito alcun dettaglio. Al CNAIPIC, il centro Nazionale Anticrimine Informatico, però mettono le mani avanti: «Nessuna volontà di perseguire reati di opinione o di mettere il “bavaglio alla rete”».

Sarà, ma i fatti ed il contesto in cui è maturato l’operato delle forze dell’ordine fanno pensare esattamente al contrario. Ovvero ad un deliberato attacco alla libertà di informazione ed espressione in rete. Prosegui la lettura »

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