Le nonne di Wired Italia guardano la Google Tv


O “Dell’intramontabile spirito della New Economy”

Che succede in questi giorni?

Quisquilie: sono in atto le prove generali per affossare il principio di net-neutrality che fino ad oggi ha, più o meno, governato la rete. L’idea è quella di creare un’ Internet a due corsie: su quella più veloce viaggiano contenuti commerciali ed a pagamento mentre sui doppini del rame si fa transitare tutto il resto (controcultura, autoproduzioni,  informazione indipendente e tutto ciò che non è monetizzabile).
I protagonisti principali di questa drammatica svolta? Google, il paladino della libertà in rete ed il provider Verizon.

A distanza di poche ore dalla diffusione di queste voci arrivano secche smentite, raccolte al balzo dai fresconi di Punto Informatico. Ai quali è però sfuggito un fattarello.
Infatti mentre Google, imbronciata, nega l’esistenza di un qualsiasi progetto che vada in questa direzione,  Logitech sbandiera ai quattro venti l’elaborazione di un nuovo prototipo di WebTV, frutto di una partnership con Mountain Views e basata sui suoi standard (Chrome e Android).

Strano che nessuno ci abbia fatto caso.
Eppure la fonte non è particolarmente riservata.
La notizia non proviene da intercettazioni ancora al vaglio dei magistrati né da illeciti scatti rubati che ritraggono Brin e Page intenti a festeggiare l’ennesimo piano di dominio per il web scambiandosi piccanti effusioni (leggi slinguazzate) sulle ginocchia dell’AD di Logitech.

La “gola profonda” è in famiglia. Si tratta dei cuginetti di PI, i raffinatissimi giornalisti di Wired Italia, che ancora una volta ci deliziano con un articolo talmente degno di nota che proprio non possiamo esimerci da scrivere due righe.

Si perché a volte di fronte agli articoli di Wired Italia ti viene da pensare che il bavaglio all’informazione sarebbe proprio l’ultimo dei problemi da affrontare.
Anzi in alcuni casi potrebbe pure sembrare un toccasana per l’ecosistema informativo italiano.
Non è bello da dire, ma è più forte di te.
Proprio non puoi farci niente.

L’incipit è di quelli classici. Provate ad immaginarvelo.
Sulle note di una qualche stucchevole canzoncina (tipo “New Soul” di Yael Naim, quella che Steve Jobs fa sempre ascoltare agli operai di Ipad City per convincerli a non suicidarsi) prende forma la consueta immagine che racconta l’abbraccio fraterno e colmo di speranza fra due corporation, unite nell’intento di illuminare il cammino dell’umanità con un nuovo prodotto. Segue la solita  puntigliosa descrizione tecnica che ci porta dritti dritti al cuore dell’articolo. Il nuovo prodotto Logitech arricchito delle funzioni di ricerca di Big G sarà facilissimo da usare. Infatti:

«Anche le nonne potranno usare la GoogleTv del futuro»

MECOJONI !
IL BRIVIDO DELLA NOVITÀ !

No perché scusate, ma oggi che fanno tutto il giorno le care vecchiette? Vergano forse poesie in endecasillabi sciolti intingendo pennini d’oca in calamai pregiati e traboccanti di inchiostro di seppia? O sedute su sedie a dondolo sbucciano caldarroste per i pargoli al chiaro di uno sfrigolante guizzar di fiamme?

NO CAZZO! SI RINCOGLIONISCONO GUARDANDO BEAUTIFUL E LA RUOTA DELLA FORTUNA IN TV!!

«Al tempo! Al tempo giovani di poca fede!  La succosa novità è ben altra!
Infatti all’interno i questa sfavillante WEBTV del futuro ci sarà Skype per videochiamare i nipotini»

E “‘STI CAZZI” , scritto grosso come uno stegosauro non ce lo metti?!?
Ma ti pare mai possibile che mia nonna che non si è ancora accorta che la ruota della fortuna non la conduce più Mike Buongiorno – perché è MORTO – da un giorno all’altro si mette a videochiamarmi con Skype?

(E certo, perché no!? Anzi, magari prima di andare a dormire alle 17.45, inforca i suoi begli occhialoni per la settimana enigmistica, mette le calze da battaglia di lana grossa, si piazza di fronte alla tastiera touchscreen, beve un paio di redbull e dato che il firmware è open source… PAM! ne fa una bella versione modificata per interfacciare il controller bluetooth del televisore con il chip RFID che le controlla la prostata, in modo che un’animazione in flash  – pardon in HTML5 – le ricordi quando è ora di andare a pisciare!)

Ma poi lasciateci dire… Se anche malauguratamente dovesse accadere che vostra nonna impara a videochiamare col televisore dove starebbe il vantaggio?

Facciamo un esempio fuori dai denti: nella coda lunga – lunghissima a dire la verità – dei porno presenti in rete avete beccato un film coreano in HD (perché pensavate che la WebTv di Google si sarebbe basata su “contenuti educativi e di alta qualità”?) che vi state gustando nella deliziosa solitudine casalinga. E che accade sul più bello? Si staglia in primo piano il viso rugoso e  scevro di dentatura dell’arzilla vegliarda, che fra una puntata di Sentieri ed una telepromozione di Mastrota , ha deciso di rompervi i coglioni per tre quarti d’ora facendovi sempre le stesse tre domande di cui una inevitabilmente in pieno agosto sarebbe
«Che tempo fa li? C’è freddo?»

(Da notare che sullo schermo della sua WebTv c’è un applet di 500×500 pixel che le indica le condizioni meteo di tutto l’emisfero… solo che lei pensa che sia la marca della televisione)

Viene spontaneo chiedersi chi siano le vere nonne.
Se le candide figure che finché non gli è girato il boccino si sono fatte il sangue amaro per crescervi o i “giornalisti” di Wired che da ormai quasi vent’anni sono affetti da sclerosi-tecno-determinista e   farneticano in modo un po’ demenziale su una cultura di rete passiva e basata sul consumo.

O forse tutte e due, Wired e Google, che al grido di “AVANTI TUTTA!Information wants to be free” hanno indicato la via maestra verso una nuova era, facendo garrire al vento i gonfaloni di un’ ambigua “libertà”, salvo poi ammainare le fiere insegne e ripiegarle nel cassetto non appena il loro peso si faceva insopportabile e le spina dorsale cominciava a dolere.
L’una ha ridotto drasticamente la quantità di contenuti on-line rispetto a quelli presenti sulla rivista quando i profitti pubblicitari hanno cominciato a calare. L’altra, con spirito affaristico e rapace degno del signor Burns, si è poco alla volta spogliata degli ingombranti orpelli “free” (sia nell’accezione di gratuità che in quella di libertà) per buttarli nel cesso e tirare lo sciacquone in fretta e furia.

Pare proprio che lo spirito liberista e positivista della New Economy ( che le nonne che guardavano la Google Tv le dava già imminenti nel 1999) non sia, purtroppo, mai morto.
Arrivederci allora alla prossima bolla e alla vagonata di fibra oscura e scintillanti carabattole che disseminerà per le vostre case.

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