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	<title>InfoFreeFlow &#187; General</title>
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	<description>Flusso libero d&#039; informazione - Laboratorio Occupato Crash! - Bologna</description>
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		<title>Anonymous e LulzSec, assedio a Berlusconi ed al governo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 13:30:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[anonymous]]></category>
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		<description><![CDATA[Prefigurata da un video postato a fine maggio su Youtube e a seguire su Anonops-ita, è da tre giorni in corso una nuova fase di #opitaly. Stavolta ad essere presi di mira da parte dell&#8217;esercito silente degli Anonymous (affiancato per l&#8217;occasione da Lulzsec &#8211; crew hacker famosa per l&#8217;operazione #AntiSec con cui sono stati recentemente [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://infofreeflow.noblogs.org/files/2011/06/opantisec.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-526" style="margin-left: 7px;margin-right: 7px" src="http://infofreeflow.noblogs.org/files/2011/06/opantisec-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a>Prefigurata da un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=7Y2WySU0tfQ">video </a>postato  a fine maggio su Youtube e a seguire su Anonops-ita, è da tre giorni in  corso una nuova fase di #opitaly. Stavolta ad essere presi di mira da  parte dell&#8217;esercito silente degli Anonymous (affiancato per l&#8217;occasione  da Lulzsec &#8211; crew hacker famosa per l&#8217;operazione #AntiSec con cui sono  stati recentemente infiltrati database come quelli dell&#8217;FBI e della  Polizia inglese, mettendone a nudo le vulnerabilità nonostante le cifre  astronomiche messe a disposizione degli strumenti del controllo sociale)  sono stati numerosi siti legati a Berlusconi ed al suo partito. Nella  giornata di martedì sono stati resi infatti inagibili dapprima <a href="http://www.ilpopolodellelibert%c3%a0.it/">www.ilpopolodellelibertà.it</a> e <a href="http://www.governoberlusconi.it/">www.governoberlusconi.it </a>(quest&#8217;ultimo di carattere non istituzionale, bensì di propaganda politica) e quindi, dato il successo dell&#8217;operazione, <a href="http://www.pdl.it/">www.pdl.it</a>, <a href="http://www.silvioberlusconifansclub.it/">www.silvioberlusconifansclub.it</a> e <a href="http://www.forzasilvio.it/">www.forzasilvio.it</a>.</p>
<p>Nella  giornata di mercoledì, in un virtuoso cortocircuito con le proteste dei  precari davanti a Montecitorio, Anonymous Italia ha rilasciato un nuovo  <a href="http://anonops-ita.blogspot.com/2011/06/anonymous-italy-22062010.html">comunicato </a>in  cui si denunciava la violenza poliziesca mobilitata contro il presidio,  e l&#8217;inaccettabilità degli insulti rivolti da Brunetta alla classe  lavoratrice ed ai precari e dei tagli all&#8217;istruzione pubblica  preannunciando il blocco del sito del Governo nelle ore successive.  Promessa mantenuta giovedì pomeriggio, quando dopo le 16 è scattato un  massiccio attacco DDOS dal basso che è riuscito a proclamare il fatidico  &#8220;TANGO DOWN!&#8221; sul dominio governo.it, oscurato per quasi un&#8217;ora.<span id="more-527"></span></p>
<p>Un  salto di qualità che rispecchia l&#8217;aumentata incisività della struttura  di Anonymous Italia rispetto alla precedente Operazione  Surprise/Surprise (a margine ed in supporto della grande  manifestazione delle Donne del 13 febbraio; occasione in cui la chiamata  in rete al blocco dei siti istituzionali aveva però sortito scarso  successo) e che inizia lentamente ad allargare il campo delle  rivendicazioni oltre la critica all&#8217;entità Berlusconi. Evoluzione su cui  nonostante ciò – o forse proprio per il suo nuovo carattere? &#8211; è calato  il silenzio da parte di alcuni grandi media che in un primo momento  avevano dato spazio al blocco dei siti filo-premier: come La Repubblica,  quotidiano che in passato aveva comunque raffigurato gli Anonymous come  poco meno che criminali informatici.</p>
<p>La comunicazione degli  Anonymous ha inoltre dovuto (necessariamente) scontare,  nell&#8217;emergenzialità suscitata dalla cronaca, un&#8217;adeguata  pubblicizzazione e narrazione degli obiettivi da colpire – condizione  che un presidio più capillare e proattivo di social media come Twitter e  Facebook avrebbe forse potuto lenire, dando meno corda a  rappresentazioni spicciole ed approssimative dell&#8217;evento (come nel caso  del tg serale di LA7 che, pur riportando gli attacchi, omettendo la  sigla di Anonymous Italia ne elideva il portato politico).</p>
<p>Tuttavia  non mancheranno in futuro per Anonymous nuove occasioni per far  brillare la propria strategia mediale: già iniziano tra le stringhe  delle chatroom a circolare i nominativi dei prossimi obiettivi – PD,  Lega Nord, Ministero degli Interni. Il conto alla rovescia verso il  prossimo &#8220;Tango Down!&#8221; è appena iniziato.
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<p><small><a href="http://infofreeflow.noblogs.org/post/2011/06/23/anonymous-e-lulzsec-assedio-a-berlusconi-ed-al-governo/">Anonymous e LulzSec, assedio a Berlusconi ed al governo</a> &copy;, <a rel="license" href=""></a>.</small></p>]]></content:encoded>
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		<title>Que viva Anonymous!</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 11:23:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[General]]></category>
		<category><![CDATA[anonymous]]></category>
		<category><![CDATA[oppolicia]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì, di fronte a cameraman e fotografi, i dirigenti della polizia  di Madrid sventolavano con aria compiaciuta le maschere di V, sequestrate nelle case di tre attivisti accusati di essere la “cupola” di Anonymous in Spagna. Secondo gli inquirenti negli ultimi mesi il trio avrebbe coordinato attacchi contro i governi di Egitto, Iran e Libia [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://infofreeflow.noblogs.org/files/2011/06/oppolicia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-501" style="margin-left: 7px;margin-right: 7px" src="http://infofreeflow.noblogs.org/files/2011/06/oppolicia-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Venerdì, di fronte a cameraman e fotografi, i dirigenti della polizia  di Madrid<a href="http://i.i.com.com/cnwk.1d/i/tim/2011/06/10/pol.PNG"> sventolavano con aria compiaciuta le maschere di V</a>, sequestrate nelle case di tre attivisti <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28897/Spagna,+arrestati+tre+%27leader%27+spagnoli+di+%27Anonymous%27">accusati di essere la “cupola” di Anonymous in Spagna</a>.   Secondo gli inquirenti negli ultimi mesi il trio avrebbe coordinato   attacchi contro i governi di Egitto, Iran e Libia nonché contro la   giunta elettorale nazionale in supporto al <a href="http://www.infoaut.org/blog/conflitti-globali/item/1531-voci-dalla-spagna-in-rivolta-%E2%80%9Cvogliamo-tutto-lo-vogliamo-ora%E2%80%9D">movimento #15m</a>.  Ma la soddisfazione delle autorità per aver sferrato un “c<em>olpo durissimo all&#8217;organizzazione</em>“  è durata poco più di 24 ore. È stato questo infatti il breve lasso di  tempo intercorso tra l&#8217;arresto  dei tre e l&#8217;attacco informatico  scatenatosi contro il sito della polizia  iberica, rimasto  irraggiungibile per circa tre ore, fino alle due di  domenica mattina  (ora italiana).</p>
<p>Preannunciato da un <a href="http://i.imgur.com/Gvr8b.jpg">comunicato</a> che minacciava ritorsioni («<em>Ci avete dato la benzina, ora aspettatevi il fuoco</em>»)  quello scagliato contro la pagina web <a href="http://www.policia.es/">www.policia.es</a> è stato un classico DDOS in stile Anonymous, ovvero  un corteo virtuale   organizzato e coordinato tramite forum, social network e chat. Ed è   stato un successo.<span id="more-510"></span></p>
<p>Ribattezzata <strong>#OpPolicia </strong>e  rilanciata in  tempo reale da un turbine di tweet che hanno raggiunto  una vasta  audience, l&#8217;operazione contro il sito della polizia spagnola è  stata  innanzi tutto un&#8217;espressione di solidarietà nei confronti dei  tre hacker  arrestati.</p>
<p>Ed allo stesso tempo ha nuovamente  dimostrato come  gli strumenti di mobilitazione e protesta di Anonymous  non sono semplici  pratiche di hacking volte ad interrompere l&#8217;attività  di un sito ma  assomigliano piuttosto a vere e proprie <em>campagne di informazione</em>.</p>
<p>Emblematiche   in questo senso sono state le reazioni, tra l&#8217;ironico ed il divertito,   che rimbalzavano nell&#8217;infosfera mentre il sito della polizia spagnola   rimaneva paralizzato.</p>
<p><em>«Se la cupola è in carcere, chi sta attaccando sul web?»</em></p>
<p><em>«Meno   male che avevano arrestato la super cupola di Anonymous. Il sito web   della polizia sarà fermo per un guasto all&#8217;impianto elettrico»</em></p>
<p><em>«La cupola di Anonymous sta attaccando il sito web della polizia utilizzano il wireless del carcere»</p>
<p></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>«#lacupolanonesiste #OpPolicia»</em></p>
<p>Detta   in altre parole, l&#8217;#OpPolicia ha di fatto smentito clamorosamente   quanto sostenuto fino a poche ora prima dalle forze dell&#8217;ordine e ne ha   ridicolizzato l&#8217;efficacia dei metodi di indagine. Difficile pensare che  a  finire dietro le sbarre sia stata la leadership, l&#8217;asse portante di   un&#8217;organizzazione, se nell&#8217;arco di una giornata è stata sferrata una   risposta così efficace e tangibile.</p>
<p>Il messaggio lanciato da Anonymous è chiaro e non lascia spazio ad equivoci:  quello che  era stato spacciato ai <a href="http://www.europapress.es/portaltic/internet/noticia-detencion-miembros-anonymous-impacta-prensa-internacional-20110610175659.html">media di tutto il mondo</a> come un grande successo in grado di porre un freno alle attività del   network degli anonimi si è rivelato un tremendo buco nell&#8217;acqua.   L&#8217;intimidazione messa in piedi dalla polizia non ha sortito nessun   effetto, nessuna “cupola” è stata messa in scacco e nessuna   organizzazione è stata smantellata.</p>
<p>Ed in effetti con   l&#8217;#OpPolicia Anonymous ha evidenziato ancora una volta la sua vera   natura: quella di uno sciame che si riunisce, condivide risorse e   saperi, pratica un obbiettivo e si disperde dopo averlo raggiunto.   Dunque una tattica fluida e distribuita che trova il suo punto di forza   nella capacità di<span style="text-decoration: underline"> <strong>leggere, agire e riscrivere il palinsesto su cui si struttura il sistema mediatico</strong></span><strong>. </strong></p>
<p>Il   blocco del sito della polizia spagnola è sembrato quasi un effetto   collaterale della protesta mentre il vero obbiettivo – pienamente   conseguito – è stata la conquista di una forte visibilità mediatica per   creare attenzione sull&#8217;arresto degli hacktivisti presentato in modo   distorto dagli organi di informazione ufficiali.  Non si è trattato   semplicemente di produrre interferenze nel sistema informativo (appunto   il blocco di un sito che di per se rappresenta una goccia nel <em>mare magnum</em> della rete) ma di svelarne le contraddizioni ed il carattere ideologico.</p>
<p><strong>Fino ad invertire i ruoli del gioco</strong>.   Alla fine è stato Anonymous a mostrare al mondo il vero volto della   polizia spagnola: quello di chi in mancanza di arrosto preferisce   buttare fumo negli occhi dell&#8217;opinione pubblica con arresti pretestuosi e   sensazionalistici.</p>
<p>Esattamente come ai tempi dei primi netstrike anche oggi <span style="text-decoration: underline"><strong>gli   attacchi di Anonymous, non sono rivolti tanto contro un  sito-obbiettivo  quanto verso il circuito dei media: l&#8217;intento è quello  di metterlo con  le spalle al muro ed obbligarlo a presentare una  notizia per porla al  centro del dibattito</strong>.</span></p>
<div>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p style="text-align: right"><em>InfoFreeFlow per Infoaut</em></p>
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<p><small><a href="http://infofreeflow.noblogs.org/post/2011/06/13/que-viva-anonymous/">Que viva Anonymous!</a> &copy;, <a rel="license" href=""></a>.</small></p>]]></content:encoded>
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		<title>Microsoft-Skype, ultima chiamata per il mobile</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 13:36:37 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[General]]></category>
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		<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[skype]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia dell&#8217;acquisizione di Skype e del suo bacino di 663 milioni di account registrati (ma di cui solo 124 milioni attivi ed 8,8 paganti) per 8,5 miliardi di dollari da parte di Microsoft &#8211; confermata ieri sera e seguita da un&#8217;impennata della borsa di New York &#8211; si presta a molteplici letture. La mossa [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://infofreeflow.noblogs.org/files/2011/05/Steve-Ballmer.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-475" src="http://infofreeflow.noblogs.org/files/2011/05/Steve-Ballmer.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>La notizia dell&#8217;acquisizione di Skype e del suo bacino di 663 milioni di account registrati (ma di cui solo 124 milioni attivi ed 8,8 paganti) per 8,5 miliardi di dollari da parte di Microsoft &#8211; confermata ieri sera e seguita da un&#8217;impennata della borsa di New York &#8211; si presta a molteplici letture.</p>
<p>La mossa di Microsoft è dettata dal timore di restare ancora una volta indietro nella corsa allo sviluppo tecnologico e marginalizzata nel panorama dei nuovi terreni di valorizzazione informazionale, prima con il passaggio dalla centralità dell&#8217;esperienza desktop a quella in rete (fase che vede l&#8217;affermazione di Google ed il non casuale tentativo di risposta della grande M con l&#8217;acquisto di Bing) e poi con l&#8217;allargamento della fruizione della rete dal pc fisso ad una serie di dispositivi mobili.</p>
<p><span id="more-474"></span>Infatti, durante il recente ventennale di Linux, le <a href="http://punto-informatico.it/3127597/PI/News/come-linux-sconfisse-windows-20-anni.aspx">dichiarazioni trionfanti</a> dei portavoce della fondazione omonima hanno rispecchiato una realtà inequivocabile: l&#8217;egemonia di Wintel (il <em>portmanteau</em> che riassumeva il predominio del sistema operativo di Microsoft unito a quello dei processori e delle architetture Intel sul mercato dei personal computer) è al capolinea, e con essa un&#8217;intera forma di produzione economica informazionale. Non tanto perché la coppia non continui a godere di una considerevole base d&#8217;utenza (Windows è installato su oltre il 90% dei personal computer) quanto perché sono mutate le piattaforme di accesso al web, le loro interfacce e le finalità dei loro utenti.</p>
<p>Uno sciame di dispositivi che dialoga al meglio con e verso quegli stessi sistemi operativi liberi che dominano dal lato server del cloud computing (termine che indica la molteplicità di applicazioni e servizi web a cui accedere da remoto attraverso il proprio elaboratore) e che alcuni hanno cercato di ricomprendere nell&#8217;altro <em>portmanteau</em> <a href="http://blogs.hbr.org/cs/2011/01/the_fall_of_wintel_and_the_ris.html">Armdroid</a> (Android ed ARM &#8211; rispettivamente il sistema operativo (made in Google) ed il processore più in auge sugli attuali dispositivi mobili).</p>
<p>Una conformazione che la casa di Redmond ha cercato prima di anticipare &#8211; con la fallimentare introduzione delle specifiche TabletPC nel 2002 &#8211; e poi di rincorrere &#8211; siglando accordi per portare il proprio Windows 7 anche sugli smartphone con vari produttori. <a href="http://punto-informatico.it/3087217/PI/News/nokia-ha-scelto-windows-phone.aspx">Tra questi la finlandese Nokia</a>, il cui CEO Elop vanta un passato nella divisione business di Microsoft, e che sta cercando di riprendersi dai diversi rovesci dei mesi scorsi: pur continuando a dominare in Europa il mercato dei telefonini di fascia bassa, a livello globale l&#8217;azienda di Espoo si è ritrovata offuscata dal protagonismo di altri attori come Samsung, mentre il suo sistema operativo Symbian si è dimostrato incapace di contenere l&#8217;avanzata delle controparti di Apple e Google (il cui già citato Android si sta avviando al <a href="http://punto-informatico.it/3124074/PI/News/usa-smartphone-android-salita.aspx">dominio del mercato dei sistemi operativi mobili</a>). Condizione che ricorda un po&#8217; quella di MySpace nel 2006: allora dominante nel panorama dei social network, ma la cui mancata implementazione di applicazioni interattive come il &#8220;mi piace&#8221; ed il commento integrato con AJAX si è rivelata fatale.</p>
<p>Basterà quindi l&#8217;acquisizione di Skype a dare a Microsoft la spinta finale per superare questi limiti e proiettarsi stabilmente nella nuova realtà del web mobile?</p>
<p>Di certo, il nuovo arrivato si pone in linea con la filosofia di altre proposte targate Microsoft come Internet Explorer e MSN: da sempre un software gratuito ma chiuso, dal codice inaccessibile, sembra improbabile che l&#8217;acquisizione di Microsoft dia a Skype una sterzata in senso contrario o che ne colmi le lacune nelle implementazioni sulle piattaforme non-Windows (su tutte, lo sviluppo del client GNU/Linux che languisce tre versioni dietro agli altri e due gravi bug di sicurezza su <a href="http://punto-informatico.it/3155421/PI/News/hai-saputo-del-buco-skype-mac.aspx">MAC</a> e su <a href="http://punto-informatico.it/3140314/PI/News/skype-androide-chiuso-buco.aspx">Android</a> che prima di essere risolti hanno spalancato a terzi le porte degli account degli utenti e delle informazioni ad essi collegate).</p>
<p>L&#8217;altro grande attore del web ad uscire rafforzato da questa vicenda sembra essere Facebook (di cui, non dimentichiamolo, Microsoft detiene una piccola, ma significativa, quota azionaria), già parzialmente integrato con il client Skype (ancora, esclusivamente nella sua versione Windows).</p>
<p>Il che potrebbe portare altri pesi massimi come Google a potenziare applicativi alternativi propri (Google Voice), a svilupparne di nuovi o, come successo con Mozilla Firefox, a finanziare di terzi già esistenti &#8211; come Ekiga ed Asterisk, adottati dalla comunità del software libero da sempre avversa alle policies proprietarie di Microsoft. Il dato di fatto resta tuttavia quello del passaggio della web application per eccellenza, un servizio utilizzato da milioni di persone, nelle mani di una delle aziende già ai tempi della New Economy sinonimo di opacità ed insicurezza del software ed appropriazione del lavoro altrui a suon di brevetti; in quella che oggi si pone come l&#8217;ennesima concentrazione oligopolistica informazionale, in barba ad ogni apologia del web come inverazione del libero mercato ed utopia realizzata della sua mano invisibile.
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<p><small><a href="http://infofreeflow.noblogs.org/post/2011/05/12/microsoft-skype-ultima-chiamata-per-il-mobile/">Microsoft-Skype, ultima chiamata per il mobile</a> &copy;, <a rel="license" href=""></a>.</small></p>]]></content:encoded>
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