iff | 04 Dicembre, 2006 14:45
Digital technology and expansion of internet gave life, since when they started to spread broadly, to a veritable revolution of power relationships in the informational and communicational realm. That is, it has made possible for an huge amount of people linked together to access, thanks to the language of the bits, to broad quantities of information, to publish them and share them without any mediation at all, nor any filter and therefore any censorship in their diffusion and browsing.
Growing widespread use of these new technologies allowed the development of complex social networks and virtual communities made up by real individuals that, under the banner of creative cooperation and free exchange of knowledge valourized their subjectivity (with the needs and wishes it expressed), experimenting in a whole new lot of practises: technical, political, artistical, novellistical, scientifical.
And everything about it takes place during a first phase much alien to state and governative control and market influence, whose role first is reconsidered, then objected and finally well opposed. (Continua)
iff | 04 Dicembre, 2006 14:34
Il digitale e l'espansione di Internet hanno dato vita dal momento in cui hanno cominciato a diffondersi a livello di massa ad una vera e propria rivoluzione nei rapporti di potere in ambito informativo e comunicativo. Si sono infatti verificate le condizioni per cui un enorme numero di persone interconnesse tra loro avesse la possibilità di accedere grazie al linguaggio dei bit a massicce quantità di informazioni, di pubblicarle e di condividerle senza che vi fosse alcun tipo di mediazione, di filtro e quindi anche di censura nella loro diffusione e nella loro ricerca.
L'utilizzo sempre più diffuso di queste nuove tecnologie ha permesso che si sviluppassero fitte reti sociali e comunità virtuali di soggetti reali che sotto il segno della cooperazione creativa e dello scambio libero di conoscenze hanno valorizzato la loro soggettività (con i desideri ed i bisogni che essa esprimeva) sperimentando nuove molteplici pratiche: tecnologiche, politiche, artistiche, narrative, scientifiche.
E tutto questo avviene in una prima fase in gran parte al di fuori del controllo di istituzioni statali, di governi e di condizionamenti del mercato il cui ruolo viene prima ridimensionato poi messo in discussione ed infine spesso e volentieri contrastato. (Continua)
iff | 03 Dicembre, 2006 00:00
L'evoluzione delle tecnologie informatiche ha dato un grosso scossone alle pratiche di produzione culturale e artistica in genere, in particolare per l'universo musicale sempre in espansione.
Le major cercano di tenere ben saldamente legati alle loro catene gli artisti che hanno sotto contratto, mentre intorno a loro un nuovo big-bang è in corso.
Ex majjorati, prodigi infantili, vecchie chitarre uscite dalle cantine impolverate, facce (&) note, e tanto altro ancora: sono gli indyani virtuali, gli autoproduttori-cacciatori di note, piccoli (e grandi) artigiani del suono e perchè no, pure qualcuno che sa ancora suonare uno strumento!
Questo è il panorama oggi del mondo delle contro-cyber-culture, che dalla rete lancia in modulazione di frequenza pirata il suo urlo di liberazione e di rivolta.
Dai siti web ai blog ai circuiti delle mailing list, nuove comunità virtuali di soggetti reali, spinti dalla passione, dalla voglia di sperimentare e di plagiare, si mettono insieme per diffondere le loro produzioni d'ingegno, di cuore o semplicemente per ammazzare la noia e saturare l'orizzonte acustico tramite la libera distribuzione.
Chi sceglie di autoprodurre i suoi contenuti opta per una creazione e una distribuzione autogestite che danno valore al significato intrinseco dell'opera e all'indipendenza del processo di creazione e diffusione anziché darne alle sue potenzialità commerciali.
Con il supporto delle tecnologie informatiche e lo sviluppo di strumenti (anche) legali correlati, l'attitudine al Fare Da Sè (DoItYourSelf), anche in compagnia, insieme alla volontà di rendere possibile a tutti di poter utilizzare pienamente la musica così prodotta, stanno rivoluzionando il panorama culturale, sovvertendo nella pratica la gerarchia della proprietà intellettuale, che relega tutti i fruitori di cultura in qualsiasi sua forma al ruolo di meri "clienti" passivi.
iff | 01 Dicembre, 2006 18:00
1 e 2 Dicembre 2006 Laboratorio Occupato CRASH! Via Zanardi 48, Bologna
Intervista su Radio Onda Rossa \ Radio Copydown
Proprieta' intellettuale, Trusted Computing e DRM, videogames vettori del pensiero unico, intercettazione e violazione della privacy delle nostre comunicazioni, censura sul web: questi sono solo alcuni dei mezzi messi in campo da chi vuole rendere sempre meno fruibile una condivisione libera ed orizzontale del sapere, da chi vuole trasformare le tecnologie digitali in dispositivi di sorveglianza sui nostri comportamenti e sulle nostre attitudini, da chi vuole commercializzare completamente Internet distruggendo quelle pratiche che l'hanno resa uno strumento di libera comunicazione, scambio, apprendimento di informazioni e conoscenze.
Info Free Flow e' una due giorni di cospirAZIONE per non-hacker, non smanettoni, non professionisti delle tecnologie (ma anche per loro) che vuole sviscerare questi temi e tracciare linee di fuga lungo cui sviluppare percorsi di resistenza al controllo globale e di opposizione alla logica del copyright nella sua accezione capitalista.
Il tutto condito da un approccio "Do it your self": mettiamo le mani sopra le macchine liberandone i codici che le fanno funzionare e prendendone il pieno controllo, creiamo dal basso i nostri media autogestendoli, sviluppiamo tattiche di autodifesa della nostra privacy in rete, sabotiamo il mercato (pseudo)culturale capitalista e creiamo circuiti di anti-mercato dove praticare la copia, la diffusione e la rielaborazione di arte,informazioni e saperi. (Continua)
